Milano Fashion Week

Zifei Wang SS27: a Milano la memoria orientale prende nuove forme

A Palazzo Isimbardi, Zifei Wang presenta la SS27 tra artigianato cinese, motivi floreali, silhouette decostruite e contaminazioni contemporanee

di Naomi Lanciano | 24 Settembre 2026
ufficio stampa

Nel pieno della Milano Fashion Week, Palazzo Isimbardi apre le sue porte all’universo creativo di Zifei Wang. La cornice storica di corso Monforte, con il suo cortile porticato e le architetture che raccontano secoli di storia milanese, accoglie il debutto della designer in città con una collezione donna e uomo. Un incontro tra epoche e culture che sembra già anticipare il tema della sfilata: la memoria come materia viva, capace di trasformarsi senza perdere le proprie origini.

Presentata il 23 settembre, la Spring Summer 2027, Limina of Transition, porta in passerella una riflessione sul cambiamento attraverso materiali, proporzioni e riferimenti culturali. Il titolo richiama il concetto di trasformazione perpetua del filosofo cinese Zhuangzi, mentre il termine latino limina indica soglie e confini. Per Wang, questi confini diventano luoghi di passaggio nei quali forme e identità possono evolvere, incontrarsi e assumere significati nuovi.

È una visione che trova una traduzione concreta negli abiti. La collezione alterna costruzioni architettoniche e tessuti leggeri, lavorazioni preziose e dettagli urbani, lasciando convivere elementi apparentemente distanti. La doppia formazione culturale della designer, che ha sviluppato il proprio marchio tra Pechino e Londra, emerge in una proposta in cui il patrimonio orientale dialoga con i codici del guardaroba contemporaneo.

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Zifei Wang SS27: volumi scultorei, sovrapposizioni e motivi floreali

La sfilata si sviluppa attraverso un susseguirsi di silhouette che giocano con il movimento del corpo. Le sovrapposizioni diventano uno degli elementi ricorrenti: strati di tessuto leggero si adagiano su strutture più definite, mentre chiffon e materiali fluidi incontrano la pelle, creando un contrasto tra morbidezza e carattere.

Le forme libere richiamano in alcuni passaggi la costruzione del kimono, reinterpretata attraverso tagli asimmetrici e proporzioni contemporanee. Cappe stratificate, giacche decostruite e volumi ampi modificano la percezione della figura, senza costringerla in una silhouette rigida. I grandi cappelli aggiungono una dimensione scenografica, completando look che conservano una forte riconoscibilità anche nei passaggi più sperimentali. I motivi floreali attraversano la collezione e contribuiscono a definirne l’identità visiva. Non rimangono confinati alla decorazione, ma entrano nel dialogo tra stampe, superfici e costruzione dei capi. Anche la musica scelta per la passerella accompagna questa atmosfera, con un ritmo che richiama la dimensione organica della collezione e ne scandisce il movimento.

Il risultato è un guardaroba in cui convivono sensibilità differenti: una femminilità libera da costruzioni convenzionali, proposte maschili che condividono lo stesso vocabolario estetico e accenti più giovani, urbani, talvolta vicini all’immaginario punk.

Foto: Folded Paneled Co-ord Set/lookbook ufficio stampa

Dal broccato Song alla stampa 3D: l’artigianato cinese incontra la tecnologia

La ricerca sui materiali rappresenta uno degli aspetti centrali di Limina of Transition. Il ricamo Suzhou, il broccato Song e le tinture vegetali portano nella collezione tecniche profondamente legate alla tradizione cinese, che Wang inserisce in un linguaggio stilistico attuale.

Il broccato, con la sua ricchezza di trame, convive con tessuti più leggeri e costruzioni decostruite. Le lavorazioni manuali si affiancano alla stampa 3D e alla sperimentazione tecnologica, dando vita a un confronto tra procedimenti antichi e possibilità produttive contemporanee.

L’interesse della designer per il patrimonio artigianale non si esaurisce nella citazione estetica. Attraverso il recupero e la trasformazione di queste tecniche, Wang propone una lettura della sostenibilità che comprende anche la conservazione del sapere manifatturiero. Un patrimonio che può continuare a esistere proprio perché trova nuove applicazioni, nuovi contesti e nuove generazioni a cui rivolgersi. Questa attenzione emerge soprattutto nel modo in cui i materiali vengono accostati. La pelle introduce una componente più strutturata, mentre le trasparenze alleggeriscono la figura; le superfici lavorate aggiungono profondità e le linee fluide restituiscono libertà al movimento. Ogni elemento contribuisce a costruire un equilibrio tra tradizione e sperimentazione.

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Foto: Ufficio stampa

A Palazzo Isimbardi, l’incontro tra moda orientale e occidentale

La scelta di Palazzo Isimbardi accompagna con naturalezza il racconto della collezione. L’edificio storico, oggi sede della Città metropolitana di Milano, offre un contesto architettonico che dialoga con il tema della memoria, creando un interessante contrasto con l’approccio contemporaneo della designer. Nel cortile del palazzo, la presenza di capi dalle proporzioni scultoree e dalle costruzioni più libere rende evidente la capacità di Wang di attraversare riferimenti culturali diversi. Le suggestioni orientali sono riconoscibili nelle lavorazioni, nei volumi e in alcuni richiami alla tradizione sartoriale asiatica, ma vengono reinterpretate attraverso una sensibilità maturata anche nel panorama europeo.

È proprio questa doppia identità a caratterizzare il percorso del marchio. Dopo la formazione alla Central Saint Martins, Zifei Wang ha fondato il brand omonimo nel 2014, sviluppandolo tra Pechino e Londra. La sua ricerca si è concentrata fin dall’inizio sulla decostruzione, sulla sperimentazione materica e sulla possibilità di superare i confini tradizionali del guardaroba.

La collezione milanese restituisce questa visione con particolare chiarezza. Il dialogo tra Oriente e Occidente si riconosce nella costruzione stessa degli abiti, nell’incontro tra tecniche artigianali e nuovi strumenti progettuali, nella capacità di far convivere codici culturali differenti senza cancellarne le peculiarità.

Foto: ufficio stampa

Chi è Zifei Wang, la designer cinese tra Londra e Pechino

La presenza alla Milano Fashion Week segna un nuovo capitolo nel percorso internazionale della designer. Nel 2024, in occasione del decimo anniversario del marchio, ZIFEI WANG ha debuttato nel calendario ufficiale della London Fashion Week, consolidando un lavoro che unisce moda, cultura e ricerca sui materiali.

Annoverata tra i China’s Top 10 Fashion Designers, Wang ha partecipato anche al progetto China Wave di Pitti Uomo 110. Quattro sue creazioni sono entrate nella shortlist degli Harper’s BAZAAR Intangible Cultural Heritage Future Design Awards, riconoscimento coerente con la sua attenzione alla reinterpretazione del patrimonio culturale. La designer è inoltre visiting professor presso la Renmin University of China e il Beijing Institute of Fashion Technology.

Il progetto presentato a Milano è stato realizzato con il supporto di JD.com, attraverso una collaborazione facilitata da Harper’s BAZAAR China, che ha contribuito a creare un collegamento tra il mondo della moda e quello della tecnologia.

Con Limina of Transition, Zifei Wang porta a Milano una collezione che racconta la propria identità attraverso il linguaggio degli abiti. Dai ricami tradizionali ai volumi decostruiti, dalle tinture vegetali alle sperimentazioni contemporanee, la memoria culturale diventa il punto di partenza di una ricerca in continua evoluzione. E nella cornice di Palazzo Isimbardi, tra le architetture storiche milanesi e il movimento della passerella, questa trasformazione trova una dimensione particolarmente suggestiva.

Foto: Ufficio stampa

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