
Ci sono fotografie capaci di restituire non soltanto un volto o un abito, ma l’atmosfera di un’intera epoca. E ci sono immagini nate secoli fa che, trasferite sulla seta, possono abbandonare per un momento la dimensione immobile dell’opera d’arte e seguire il movimento di un corpo. È tra questi due estremi che si costruisce l’incontro proposto da Galleria Vik Milano, dove fino al 14 ottobre 2026 gli spazi di VikPellico8 ospitano due mostre parallele e indipendenti: Antonio Guccione | Bright Lights, a cura di Alessandro Riva, e Samarcanda | Italian Threads – Art Masterpieces become Couture.
Inserite nel calendario della Milano Fashion Week, le due esposizioni non cercano una relazione forzata. Al contrario, conservano identità e linguaggi distinti, trovando però un punto di contatto particolarmente interessante: il modo in cui la moda utilizza l’immagine e, allo stesso tempo, diventa essa stessa immagine.
Antonio Guccione e le luci di una New York irripetibile
Con Bright Lights, Antonio Guccione riporta lo sguardo verso la New York degli anni Ottanta e Novanta, in quella stagione in cui moda, fotografia e cultura pop iniziarono a sovrapporsi con una forza destinata a cambiare l’immaginario internazionale.
Sono gli anni in cui le top model smettono progressivamente di essere soltanto interpreti delle collezioni per diventare personalità riconoscibili ben oltre le pagine delle riviste. Il loro volto entra nella cultura visiva, la fotografia di moda acquisisce un peso sempre maggiore e l’immagine editoriale diventa uno strumento capace di costruire desideri, identità e nuovi codici estetici.
La selezione presentata a Milano attraversa proprio questo momento. Nelle fotografie di Guccione il fascino non risiede soltanto nei soggetti ritratti, ma nell’energia di un periodo in cui New York sembrava essere uno dei luoghi naturali della sperimentazione creativa. Moda, nightlife, arte e fotografia condividevano ambienti, protagonisti e suggestioni.
Guardare oggi quelle immagini significa inevitabilmente osservarle con una distanza diversa. Non sono semplicemente fotografie appartenenti al passato: raccontano il momento in cui una parte dell’estetica contemporanea cominciava a prendere forma e in cui la fotografia contribuiva in maniera decisiva alla costruzione del mito della moda.

Quando Botticelli e Michelangelo incontrano la seta
Se Bright Lights parte dal corpo per arrivare all’immagine, Samarcanda | Italian Threads – Art Masterpieces become Couture percorre quasi la strada opposta.
Quattro creazioni della collezione couture di Samarcanda trasferiscono sulla seta alcune delle immagini più riconoscibili della storia dell’arte italiana. Botticelli, Michelangelo, Raffaello e Canaletto escono idealmente dalla cornice per entrare nella costruzione sartoriale dell’abito.
Il passaggio non consiste semplicemente nella riproduzione di un’opera su tessuto. L’immagine deve confrontarsi con una superficie che cambia continuamente: viene tagliata, adattata alla costruzione del capo, segue le proporzioni del corpo e si modifica quando l’abito si muove.
È proprio qui che il progetto trova la sua parte più interessante. Un dipinto nasce per essere osservato frontalmente e all’interno di uno spazio definito; un abito, invece, esiste pienamente quando viene indossato. La seta introduce pieghe, volumi e movimento e trasforma così la percezione dell’immagine originaria. La storia dell’arte diventa materia, senza perdere la propria riconoscibilità.
Due direzioni, un unico territorio visivo
Il dialogo tra le mostre di Galleria Vik Milano emerge quindi soprattutto attraverso un gioco di direzioni opposte. Da una parte Antonio Guccione fotografa il corpo, l’abito e le personalità della moda trasformandoli in immagini destinate a sopravvivere alla stagione nella quale sono state realizzate. Dall’altra Samarcanda prende immagini che appartengono da secoli alla memoria culturale italiana e le porta sul corpo, affidandole alla leggerezza e alla mobilità della seta. Fotografia e couture arrivano così allo stesso punto partendo da estremi differenti.
È anche una riflessione interessante sul rapporto che la moda intrattiene da sempre con ciò che la circonda. Il vestito non vive esclusivamente nella progettazione sartoriale: dialoga con l’arte, con la fotografia, con il cinema e con i linguaggi attraverso i quali ogni epoca decide di rappresentarsi.
Per questo l’accostamento proposto da VikPellico8 funziona proprio quando non cerca di uniformare i due progetti. Le fotografie di Guccione mantengono l’energia della New York tra gli anni Ottanta e Novanta; gli abiti di Samarcanda rimangono invece un esercizio contemporaneo sulla possibilità di portare il patrimonio artistico italiano fuori dai suoi luoghi tradizionali.
A unirli è una domanda che attraversa entrambi i percorsi: che cosa accade quando un’immagine cambia supporto?
Nel primo caso un istante diventa fotografia e memoria collettiva. Nel secondo un capolavoro lascia idealmente la tela, incontra la seta e acquisisce una nuova tridimensionalità.

Moda e arte, oltre la superficie
Milano offre spesso occasioni in cui moda e arte vengono accostate. Più raro è trovare progetti che permettano di osservare concretamente il meccanismo attraverso il quale l’una modifica la percezione dell’altra.
Bright Lights e Italian Threads lo fanno senza bisogno di costruire un’unica narrazione. Una mostra guarda alla fotografia come strumento capace di trasformare la moda in memoria; l’altra utilizza la moda per rimettere in movimento immagini appartenenti alla storia dell’arte.
Forse è proprio questa distanza a rendere interessante la loro presenza contemporanea nello stesso spazio. Perché tra una fotografia scattata nella New York di alcuni decenni fa e un capolavoro rinascimentale trasferito sulla seta esiste un elemento comune: il desiderio di far sopravvivere un’immagine oltre il luogo e il tempo per cui era stata pensata.
Antonio Guccione | Bright Lights e Samarcanda | Italian Threads – Art Masterpieces become Couture sono visitabili fino al 14 ottobre 2026 presso Galleria Vik Milano – VikPellico8, in via Silvio Pellico 8 a Milano, tutti i giorni dalle 10.00 alle 21.00.














