
La moda può davvero prescindere dalle stagioni? È da questa riflessione che nasce No Season, il progetto presentato da Lorena Antoniazzi durante la Milano Fashion Week. Nello showroom di Via Morimondo 22, la maison umbra ha accolto stampa e buyer internazionali per raccontare una visione del guardaroba costruita attorno alla qualità dei materiali, alla versatilità e al sapere artigianale italiano.
Sono da poco passate le 18:30 quando raggiungiamo lo spazio espositivo, nel cuore della zona Navigli. Ad accoglierci troviamo le indossatrici del marchio e le professioniste dello showroom, che ci accompagnano alla scoperta della nuova proposta con una cordialità capace di restituire immediatamente il carattere familiare dell’azienda. L’ambiente conserva la propria identità industriale: circa 400 metri quadrati distribuiti su due livelli, grandi superfici vetrate, strutture metalliche e una luminosità naturale che valorizza l’architettura. Il legno d’olivo e gli arredi dalle tonalità neutre introducono una dimensione più calda, richiamando le origini umbre del marchio.
Per l’occasione, l’allestimento trasforma lo showroom in uno spazio espositivo dal carattere quasi teatrale. Piante dalle sfumature delicate accompagnano la collezione, mentre un’illuminazione studiata mette in risalto volumi e lavorazioni. I capi sono disposti su eleganti relle, con le calzature della nuova proposta sistemate alla base. Al centro della sala, una composizione circolare di abiti sospesi al soffitto incornicia un’installazione vegetale, creando un interessante gioco di proporzioni e prospettive. La disposizione invita a muoversi liberamente, osservare le costruzioni e avvicinarsi ai tessuti. Possiamo toccare i capi, percepirne la consistenza e scoprire dettagli che difficilmente emergerebbero attraverso una fotografia.
È proprio il contatto con la materia a rendere interessante la visita: la leggerezza di una seta, la struttura di una maglia, la morbidezza di un filato raccontano molto più di quanto possa fare una descrizione.

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No Season: la collezione Lorena Antoniazzi pensata per una donna in movimento
Il progetto No Season prende ispirazione dal ritmo ciclico della natura e dal suo continuo rinnovamento. Pur presentandosi con un focus primaverile, la collezione nasce con l’intenzione di superare la tradizionale divisione del guardaroba in stagioni.
Il riferimento è una donna contemporanea, abituata a lavorare, viaggiare e attraversare luoghi, fusi orari e condizioni climatiche differenti. Una quotidianità nella quale il calendario della moda non coincide necessariamente con quello della vita. La proposta risponde a questa esigenza attraverso capi progettati per essere indossati in momenti diversi dell’anno, combinati e reinterpretati secondo le necessità personali. Al centro rimane la maglieria, espressione più riconoscibile dell’identità di Lorena Antoniazzi. Trecce elaborate, lavorazioni tridimensionali e texture ricche conferiscono profondità alle superfici, mentre i filati preziosi restituiscono una sensazione di naturale morbidezza.
Le silhouette alternano volumi ampi e costruzioni più definite. Pullover, cardigan, capispalla destrutturati e pantaloni fluidi interpretano un’eleganza che lascia libertà al movimento, senza rinunciare alla precisione sartoriale. Anche la palette contribuisce alla continuità del guardaroba. Bianchi caldi, tortora, grigi mélange e sfumature vicine ai colori della terra accompagnano materiali come cashmere, seta, alpaca e lana vergine.
L’idea è costruire una selezione di capi capaci di mantenere la propria rilevanza oltre il momento della presentazione, privilegiando qualità, adattabilità e possibilità di utilizzo.

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Dietro una camicia in seta: il valore del lavoro artigianale
Uno dei momenti più interessanti della visita è stato l’incontro con le professioniste della maison, che ci hanno accompagnato alla scoperta del processo di realizzazione di una camicia in seta.
Un capo apparentemente essenziale può richiedere numerosi passaggi, ciascuno determinante per il risultato finale. Il lavoro parte dal cartamodello, sviluppato digitalmente dalla modellista e successivamente disposto sul tessuto. Le diverse componenti vengono organizzate con attenzione, cercando di ottimizzare il taglio e ridurre gli scarti di materiale. La seta richiede una particolare delicatezza. Per evitare che il calore necessario a fissare la carta adesiva possa danneggiare il tessuto, vengono utilizzati pesi e spilli, posizionati esclusivamente nei margini destinati alle cuciture.
La precisione diventa particolarmente importante nella costruzione del davanti, del collo e dei polsi, dove anche una piccola variazione può compromettere la simmetria. Un’attenzione altrettanto accurata riguarda i rinforzi interni. Adesivi sottilissimi permettono di conferire struttura al capo senza alterare la leggerezza e la fluidità della seta. Lo stesso principio guida la realizzazione degli spacchi delle maniche, rifiniti con piccoli nastri di sostegno.
Il processo prosegue attraverso cuciture, lavorazioni e finiture manuali eseguite dalle sarte della maison.
Osservare questi passaggi permette di comprendere quanto lavoro possa nascondersi dietro un capo dall’apparenza semplice. La qualità prende forma attraverso decisioni tecniche, esperienza e conoscenza dei materiali, spesso concentrate in dettagli che rimangono invisibili una volta indossato l’abito.

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Lorena Antoniazzi: heritage umbro e tracciabilità del Made in Italy
Fondata nel 1993 in Umbria da Lorena Antoniazzi e Luca Mirabassi, la maison ha sviluppato la propria identità attorno alla maglieria di alta gamma, mantenendo un legame diretto con il territorio e con le competenze manifatturiere che lo caratterizzano.
La dimensione familiare emerge anche durante la serata, nel rapporto con le persone che lavorano per il marchio e nella disponibilità a condividere conoscenze e processi produttivi. Accanto alla tradizione artigianale trova spazio la tecnologia. Il brand ha infatti sviluppato un sistema brevettato di tracciabilità attraverso microchip e QR Code, che permette di accedere alle informazioni relative alla filiera produttiva dei capi.
Dalla provenienza del filato alle successive fasi di lavorazione, il sistema rende consultabile il percorso del prodotto e accompagna l’impegno della maison verso una maggiore trasparenza. Una scelta coerente con la filosofia di No Season, nella quale la durata del guardaroba viene affrontata anche attraverso la conoscenza di ciò che si acquista.
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Una serata tra musica, convivialità e dettagli personali
Con l’arrivo dei buyer internazionali, l’atmosfera dello showroom cambia gradualmente ritmo. La musica si fa più presente e gli ospiti si muovono tra gli allestimenti, osservando le collezioni e conversando con il team.
Il servizio gastronomico accompagna la presentazione con piccole preparazioni salate: frolle rotonde guarnite con creme di barbabietola, hummus di ceci impreziosito da chicchi di melograno e altre proposte delicate, servite su vassoi dal personale. La serata prosegue con una cena a base di ravioli cremosi, in un ambiente che conserva un’atmosfera conviviale nonostante la presenza di ospiti provenienti da diversi Paesi.
Prima dei saluti, Lorena Antoniazzi riserva agli invitati un omaggio personale: una sciarpa in pura seta, nelle sfumature del grigio, interamente Made in Italy. La possibilità di personalizzare il gift aggiunge un dettaglio intimo all’esperienza, trasformando un accessorio in un ricordo della serata. È una conclusione coerente con quanto osservato durante la visita. Dalla costruzione di una camicia alla scelta dei filati, dall’allestimento dello showroom all’accoglienza, ogni elemento racconta l’attenzione della maison per la materia e per le persone. No Season lascia così una riflessione interessante sul futuro del guardaroba: scegliere un abito per ciò che può offrire nel tempo, anziché per la stagione alla quale appartiene.
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