Sapori autunnali

Gio Gio’s Milano: l’autunno arriva in tavola, dall’aperitivo alla cena

Porcini, astice, cocktail e nuovi Bar Bites: il ristorante di Raphael Duntoye rinnova il menu e introduce una formula aperitivo dalle 18 alle 20

Foto: Ufficio stampa

L’autunno entra nella cucina di Gio Gio’s Milano seguendo il ritmo della stagione. Porcini freschi, verdure, sapori più avvolgenti e cocktail costruiti su castagne, spezie e note affumicate segnano il nuovo menu del ristorante di via Caminadella, che accanto alla carta introduce anche una formula aperitivo pensata per accompagnare gli ospiti dal primo drink fino alla cena.

L’idea resta quella che caratterizza il locale fin dalla sua apertura: una cucina mediterranea contemporanea, aperta a influenze internazionali e costruita intorno alla condivisione. Dietro Gio Gio’s c’è Raphael Duntoye, chef e patron cosmopolita già alla guida di La Petite Maison e figura legata anche al members’ club londinese The Arts Club. A Milano ha portato un approccio che mescola ingredienti riconoscibili, contaminazioni e una certa libertà nel modo di vivere il ristorante.

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Gio Gio’s Milano, i nuovi sapori dell’autunno

Il cambio di stagione si legge prima di tutto nella carta. Uno dei piatti che racconta meglio questo passaggio sono i Porcini Crudi con Pecorino, preparazione essenziale che lascia spazio alla materia prima. I funghi freschi vengono serviti crudi e accompagnati dal formaggio, senza sovraccaricare un ingrediente che in questo periodo trova naturalmente il proprio momento migliore.

Più mediterranea è la Caponata di Melanzane, che riprende uno dei grandi classici della cucina italiana attraverso il consueto equilibrio agrodolce. Cambia completamente registro l’Insalata di Astice Intera con Indivia, Ravanelli e Dressing allo Yuzu e Wasabi: qui la delicatezza del crostaceo incontra la parte croccante e fresca delle verdure, mentre yuzu e wasabi introducono acidità, profumi agrumati e una nota piccante.

È proprio in piatti come questo che emerge il carattere internazionale della cucina di Duntoye. La base mediterranea rimane riconoscibile, ma viene attraversata da ingredienti e accenti che appartengono ad altre tradizioni gastronomiche, senza trasformare la carta in un esercizio di fusion. Per chi cerca invece il lato più rassicurante dell’autunno c’è il Risotto ai Funghi Porcini. Cremoso, intenso e costruito attorno alle note terrose del fungo fresco, recupera uno dei piatti più legati alla stagione fredda e lo inserisce in una proposta che alterna preparazioni immediate ad altre più strutturate.

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L’aperitivo cambia formula

La novità non riguarda soltanto la cena. Gio Gio’s interviene anche su quella fascia della giornata che a Milano ha ormai un’identità precisa: l’aperitivo.

Dal martedì al sabato, dalle 18 alle 20, il cocktail bar del ristorante propone un nuovo Bar Menu che combina drink, vino e Bar Bites. L’obiettivo è permettere di vivere gli spazi in maniera più libera, fermandosi al bancone o nella lounge per un cocktail accompagnato da piccoli piatti, oppure lasciando che l’aperitivo diventi progressivamente una cena.

La proposta gastronomica è stata pensata proprio in questa direzione. Tra gli assaggi compare lo spiedino di manzo a strati con guanciale, completato da glassa all’arancia e chimichurri alla pesca. Una combinazione decisa, nella quale la parte grassa e sapida della carne incontra elementi dolci, agrumati ed erbacei. Di registro diverso sono i Crostini di pane a lievitazione naturale con crema di zucchine e Pecorino. Il gioco, in questo caso, è soprattutto di consistenze: pane croccante, crema morbida e la componente sapida del formaggio. Sono piatti concepiti per stare al centro del tavolo, essere divisi e accompagnare il bere senza assumere necessariamente la struttura di una cena tradizionale.

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Tre cocktail per raccontare la stagione

Anche la nuova drink list guarda all’autunno, ma senza limitarsi ai sapori più prevedibili della stagione. I tre cocktail presentati insieme al nuovo menu hanno infatti identità piuttosto diverse. Eclissi parte da un profilo fresco e agrumato, al quale si aggiungono le note più profonde del vermouth rosso, dell’Amaro Berta e della liquirizia. Obsidiana si muove invece su un registro fruttato: Earl Grey, ciliegia, yuzu e lampone costruiscono un drink in cui componente aromatica e acidità si incontrano. Il più autunnale dei tre è probabilmente Ember, pensato intorno a castagne, vermouth e spezie, con una delicata nota affumicata che ne accentua il carattere più caldo e strutturato.

La scelta di affiancare una carta food specifica ai cocktail rende il bar una parte sempre più autonoma dell’esperienza Gio Gio’s. Non è necessario sedersi immediatamente al tavolo: la serata può iniziare con un drink, proseguire con qualche piatto da condividere e cambiare ritmo strada facendo.

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Da Londra a Milano, la cucina di Raphael Duntoye

Il filo conduttore resta la visione di Raphael Duntoye, costruita attraverso un percorso internazionale e tradotta a Milano in una cucina che evita confini troppo rigidi. Gio Gio’s parte dal Mediterraneo, dai suoi prodotti e dalla convivialità che ne accompagna la cultura gastronomica, ma lascia spazio a ingredienti come yuzu, wasabi o Earl Grey e a combinazioni meno convenzionali.

Anche l’organizzazione degli spazi segue questa impostazione. Il cocktail bar si affaccia sulla sala centrale e il beverage è sviluppato in relazione alla cucina, con cocktail e mocktail costruiti attraverso una ricerca sulle materie prime. Il confine fra bere e mangiare diventa quindi più sottile, soprattutto con la nuova formula serale. Nel cuore di Milano, in via Caminadella 7, Gio Gio’s entra così nella stagione autunnale puntando su una modalità di fruizione più flessibile: si può arrivare per un aperitivo, condividere qualche Bar Bite, scegliere un secondo cocktail e poi decidere di restare a cena.

La formula aperitivo è disponibile dal martedì al sabato, dalle 18 alle 20. Il ristorante è invece aperto negli stessi giorni dalle 12 alle 14 per il pranzo e dalle 19 alle 22.30 per la cena. Un cambio di stagione che passa dal menu, ma anche da un modo più spontaneo di costruire la serata, seguendo il tempo del tavolo e della compagnia.

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