
C’è una notte in cui la cena smette di essere un semplice appuntamento e diventa un rito. A San Valentino, A’Riccione Terrazza12 interpreta l’amore attraverso la cucina, la luce e lo spazio, trasformando il gesto del sedersi a tavola in un’esperienza sensoriale completa. Nel cuore di Milano, sospeso sopra Piazza San Babila, il rooftop restaurant accoglie gli innamorati con una proposta pensata per celebrare il tempo condiviso, tra sapori avvolgenti, atmosfere rarefatte e uno sguardo che si perde sullo skyline cittadino.
A’Riccione Terrazza12: una cena che diventa esperienza, tra cucina d’autore e panorama
La proposta firmata dallo chef Marco Fossati per la notte più romantica dell’anno nasce da una visione precisa: costruire un percorso gastronomico capace di sedurre senza eccessi, dove ogni piatto accompagna l’altro con naturalezza, lasciando spazio al dialogo, allo sguardo e alla lentezza. La cucina diventa linguaggio, racconto sottile fatto di contrasti armonici e materie prime eccellenti, in cui il mare gioca un ruolo centrale, da sempre cifra distintiva di A’Riccione.
Il contesto amplifica l’esperienza. A’Riccione Terrazza12 si trova al nono piano di Palazzo Boggi ed è uno dei pochi luoghi a Milano capaci di offrire una vista realmente panoramica sulla città. Di sera, le luci del centro si riflettono sulle vetrate, creando un’atmosfera sospesa, intima, quasi cinematografica. Il design è elegante e contemporaneo, mai ridondante, pensato per accompagnare l’esperienza senza sovrastarla. Qui, il lusso non è dichiarato, ma percepito: nel silenzio ovattato, nel servizio misurato, nel tempo che sembra dilatarsi.
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L’inizio del racconto: Champagne, mare e delicatezza
La cena si apre con un gesto studiato e raffinato: un calice di Champagne Delamotte Rosé accoglie gli ospiti, segnando immediatamente il tono della serata. Luminoso, elegante, il rosé accompagna una amuse-bouche che anticipa la filosofia della cucina di Fossati. La capasanta scottata, arricchita da un dressing all’aceto affumicato, si posa su una vellutata di piselli, completata da crackers al pomodoro secco. È un assaggio che gioca sull’equilibrio tra dolcezza e sapidità, introducendo con garbo il percorso gastronomico.
Il mare continua a raccontarsi attraverso una tartare di tonno obeso alla mediterranea, servita con maionese alle ostriche, caviale e una cialda al basilico. Il piatto esprime una sensualità discreta, fatta di precisione tecnica e rispetto della materia prima. Accanto, l’Ostrica Tentation amplifica il registro sensoriale grazie all’abbinamento con pompelmo rosa e pepe sansho, che aggiungono freschezza e una lieve vibrazione speziata, capace di risvegliare il palato senza mai eccedere.

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Il cuore del menu: profondità, contrasti e armonia
Il primo piatto rappresenta uno dei momenti più intensi del percorso. Il raviolo rosso al tartufo, condito con burro ai crostacei, scampi al lime e maggiorana, è una dichiarazione di equilibrio tra terra e mare. Il tartufo, protagonista avvolgente, dialoga con la delicatezza dei crostacei, mentre le note agrumate alleggeriscono la struttura del piatto, rendendolo profondo ma mai opulento. È una cucina che seduce attraverso la misura, lasciando emergere le sfumature piuttosto che l’effetto.
Segue il trancio di branzino croccante al mais, accompagnato da una crema di peperone del Piquillo dalle note dolci e affumicate, olio al basilico e patate Pontenuovo. Qui la tecnica incontra la chiarezza del gusto: la croccantezza del pesce dialoga con la morbidezza delle salse, mentre l’insieme restituisce un senso di completezza e pulizia, coerente con la visione contemporanea dello chef.

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Il finale: un gesto simbolico e l’arte dell’after dinner
Il dessert è un omaggio esplicito agli innamorati. Un cuore al cioccolato bianco, arricchito da lampone e anice stellato, chiude il percorso con un equilibrio studiato tra dolcezza, acidità e speziatura. È un finale che non appesantisce, ma accompagna dolcemente verso la conclusione della cena, lasciando spazio alla conversazione e al tempo condiviso.
La serata, però, non si esaurisce a tavola. Al decimo piano, il Lounge Bar di A’Riccione Terrazza12 accoglie gli ospiti con una proposta di cocktail e drink firmata dai bartender coordinati da Jimmy Sakaj. Un after dinner raffinato, pensato per prolungare l’esperienza, tra luci soffuse, skyline e un’atmosfera che invita a restare.
Terzo nato della famiglia A’Riccione, dopo il locale storico del 1955 e il bistrot del 2008, A’Riccione Terrazza12 rappresenta oggi una delle espressioni più eleganti dell’ospitalità milanese. Per San Valentino, la proposta si traduce in una cena che va oltre il menu: un gesto di seduzione consapevole, sospeso sopra la città.















