Riflessi champagne

A Milano il Gran Premio di Monza si vive tra Champagne e alta cucina

Il weekend della Formula 1 arriva al Park Hyatt Milano con Moët & Chandon: tra risotto alla Monzese, alta mixology e percorsi gastronomici, la città si prepara a vivere il suo appuntamento più veloce dell’anno

di Redazione di Luxury Prêt à Porter | 1 Settembre 2026
Foto: Ufficio stampa

Ci sono weekend in cui Milano sembra correre un po’ più veloce. È quello del Gran Premio d’Italia, quando l’energia dell’Autodromo di Monza arriva fino al centro città e si mescola a cene, brindisi e incontri internazionali. Quest’anno, al Park Hyatt Milano, l’appuntamento con la Formula 1 si trasforma in un’esperienza da assaporare: Champagne, alta cucina e mixology diventano il modo più elegante per entrare nello spirito della gara.

Dal 31 agosto al 6 settembre 2026, il Park Hyatt Milano sceglie di celebrare il Gran Premio con un percorso che mette insieme tre ingredienti molto milanesi, seppur in forme diverse: cucina, cocktail e Champagne. A firmare il brindisi è Moët & Chandon, Champagne ufficiale della Formula 1, protagonista delle esperienze pensate per accompagnare il pubblico durante tutta la settimana del Gran Premio.

Un brindisi che parte dal cuore di Milano

Non serve raggiungere l’Autodromo per entrare nell’atmosfera del weekend. Al Park Hyatt Milano, il Gran Premio diventa un’esperienza da vivere con più calma, seduti davanti a un calice, a tavola o al bancone di un cocktail bar.

Per tutta la settimana, Moët & Chandon Brut Impérial sarà disponibile al calice e in bottiglia a La Cupola e Mio Lab, mentre il ristorante Pellico 3 porterà in tavola una delle cuvée più interessanti della Maison, il Moët & Chandon Grand Vintage 2016, scelto per accompagnare il percorso gastronomico dello chef Guido Paternollo. È un modo diverso di vivere il Gran Premio: la velocità resta sullo sfondo, mentre il ritmo rallenta e lascia spazio ai dettagli.

Foto: Ufficio stampa

Sushi d’autore sul Mediterraneo: il nuovo gusto dell’estate

Il risotto alla Monzese incontra lo Champagne

A La Cupola, il legame con il territorio prende la forma di uno dei piatti più rappresentativi della tradizione lombarda: il Risotto alla Monzese. Lo zafferano, la sapidità della luganega e la profondità del jus di vitello trovano un contrappunto nelle note fresche e nella struttura del Moët & Chandon Brut Impérial. Un abbinamento che parte dalla cucina del territorio per arrivare a un’idea di ospitalità contemporanea, dove anche un piatto profondamente legato alla tradizione può assumere una veste nuova.

Perché il lusso, spesso, non è questione di aggiungere. È questione di scegliere il dettaglio giusto.

Foto: Ufficio stampa

Nunziatina, il nuovo volto della Sicilia contemporanea tra cucina, design e ospitalità a Taormina

A Pellico 3 il pairing diventa racconto

Il viaggio gastronomico continua da Pellico 3, dove lo chef Guido Paternollo porta in scena un abbinamento più complesso e ricercato. Protagonisti sono il Moët & Chandon Grand Vintage 2016 e l’Irish Coffe di Champignon, uno dei piatti iconici del menu I Miei Orizzonti. Dragoncello, rosa di champignon, emulsione vellutata di funghi e lardo di Colonnata costruiscono un piatto fatto di consistenze e contrasti, pensato per dialogare con la profondità aromatica dello Champagne.

«L’abbinamento con uno Champagne nasce sempre da un equilibrio delicato tra struttura, aromaticità e consistenze», racconta Paternollo. Il dialogo con Moët & Chandon, spiega lo chef, permette di mettere in luce sfumature inattese e trasformare il pairing in un’esperienza gastronomica completa. Ed è proprio qui che il Gran Premio trova una sua interpretazione più inattesa: nella precisione. Quella che appartiene alla Formula 1 e che, in cucina, diventa attenzione alle temperature, alle consistenze, agli equilibri.

Foto: Ufficio stampa

Cena nel Viale Buglioni: una notte sotto le stelle tra vigne e alta cucina

Ascari 76, il cocktail dedicato a Monza

Poi c’è il momento del brindisi. A Mio Lab, il Bar & Lobby Manager Alessandro Iacobucci Vitoni ha creato Ascari 76, uno sparkling cocktail nato per raccontare attraverso il bicchiere il legame tra Milano e il circuito di Monza. La base è un twist sul French 76 e combina Belvedere Organic Vodka F1® Limited Edition, Italicus, succo di limone, sciroppo di zenzero e Moët & Chandon Brut Impérial. Il risultato è fresco, raffinato e costruito intorno all’incontro tra alta mixology e mondo delle corse. Il nome non è casuale. Ascari 76 rende omaggio alla celebre Curva Ascari dell’Autodromo di Monza e alle 76 edizioni del Gran Premio disputate sul circuito brianzolo.

«Con Ascari 76 abbiamo voluto tradurre questo spirito in un cocktail elegante e contemporaneo», spiega Iacobucci Vitoni, immaginandolo come un drink capace non soltanto di accompagnare il brindisi, ma anche di raccontare il rapporto tra Milano, l’ospitalità internazionale del Park Hyatt e uno degli appuntamenti più iconici dell’anno.

Foto: Ufficio stampa

De Santis porta il gelato d’autore a Porto Rotondo: nasce il nuovo indirizzo del gusto firmato Massimiliano Scotti

Quando la Formula 1 diventa lifestyle

C’è qualcosa di naturalmente affine tra il mondo della Formula 1 e quello dell’hôtellerie di lusso. Entrambi vivono di precisione, spettacolo e dettagli. Entrambi sanno trasformare un’esperienza in un ricordo. Ed è forse proprio questo il senso della settimana del Gran Premio al Park Hyatt Milano. Non replicare l’emozione della pista, ma tradurla in un altro linguaggio: quello di una cena, di un cocktail, di un calice di Champagne che accompagna una serata in città.

Mentre a Monza i motori si preparano a correre, nel cuore di Milano il ritmo diventa più lento. Il rumore lascia spazio al brindisi, l’adrenalina alla tavola e la velocità a una nuova forma di eleganza. Quella di un weekend da assaporare, un calice alla volta.

Change privacy settings
×