
La mostra, curata da Biba Giacchetti di Steve McCurry a Parma non segue un itinerario cronologico, ma un percorso emozionale: le immagini dialogano per affinità di atmosfera, per quella sottile trama di sentimenti che collega volti e luoghi lontanissimi. Ogni scatto diventa una pagina di diario universale, capace di attraversare culture e generazioni, parlando a chiunque sappia lasciarsi toccare dall’umanità.
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La mostra di Steve McCurry e l’arte di fermare il tempo
Nelle sale di Palazzo Pigorini si ritrovano alcune delle fotografie più celebri di McCurry, inclusa l’iconica ragazza afghana, ritratta con quello sguardo magnetico che è entrato nella memoria collettiva. Ma accanto ai capolavori conosciuti, il pubblico scoprirà una costellazione di volti e luoghi raccolti in oltre quarant’anni di viaggi: dal Sud-Est asiatico al Sud America, dall’India alla Cina, fino alle zone di conflitto. Ogni volto racconta una storia di bellezza e fragilità, di resistenza e speranza. “Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te”, confessa McCurry. È in questa attesa, in questa pazienza, che nasce la sua cifra stilistica: un equilibrio perfetto tra intensità e delicatezza.

Il viaggio di Steve McCurry: viaggiare come filosofia di vita
Per McCurry, il viaggio non è solo movimento, ma un atto di conoscenza e incontro. “Il solo fatto di viaggiare e conoscere culture diverse mi dà gioia e una carica inesauribile”, afferma. Da reporter, ha scelto di essere sempre in prima linea: dall’Afghanistan a Beirut, dalla Cambogia al Kuwait, fino all’ex Jugoslavia. Una vita spesa per raccontare, anche a rischio della propria incolumità, ciò che accade nei luoghi dove la storia è più feroce.

Le fotografie imperdibili di McCurry a Parma
Prodotta da ARTIKA in collaborazione con Orion57 e il Comune di Parma, la mostra offre molto più di un’esposizione fotografica: è un viaggio intimo e corale allo stesso tempo, dove lo spettatore diventa parte del racconto. È un’esperienza da vivere come si vivrebbe una collezione couture: pezzo dopo pezzo, dettaglio dopo dettaglio, scoprendo che ogni immagine è un abito di emozioni, cucito su misura per chi guarda.
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