
La notizia era nell’aria da giorni, ma l’ufficialità ha comunque sorpreso il mondo della moda. Anthony Vaccarello lascia la direzione creativa di Saint Laurent dopo dieci anni. A comunicarlo, venerdì 9 ottobre 2026, è stato il gruppo Kering, proprietario della maison francese. Si conclude così uno dei rapporti creativi più longevi della moda contemporanea, proprio all’indomani di una sfilata parigina che, riletta oggi, sembra assumere il significato di un ultimo saluto.
La separazione arriva in un momento particolarmente delicato per il settore del lusso, attraversato da cambiamenti ai vertici creativi delle grandi maison. Eppure, nel caso di Vaccarello, l’addio ha un peso diverso. Per un intero decennio lo stilista ha costruito una visione coerente di Saint Laurent, riuscendo a renderla immediatamente riconoscibile senza allontanarsi dall’eredità di Yves Saint Laurent.
Per il momento, non è stato annunciato alcun successore. La maison ha fatto sapere che comunicherà prossimamente la propria nuova direzione creativa, lasciando aperta una delle questioni destinate ad animare le prossime settimane della moda internazionale.
Anthony Vaccarello lascia Saint Laurent: l’annuncio di Kering
A confermare la fine della collaborazione è stato un comunicato ufficiale del gruppo Kering. Le parole scelte dai vertici raccontano una separazione accompagnata da riconoscenza, senza però entrare nel merito delle ragioni che hanno portato alla decisione.
Luca de Meo, amministratore delegato di Kering, ha espresso la propria gratitudine nei confronti dello stilista, sottolineando il valore del lavoro svolto durante questi dieci anni. «Grazie alla sua visione creativa e ai suoi standard rigorosi, ha contribuito a rafforzare l’influenza duratura di una delle più grandi case di alta moda francesi, mentre ci apprestiamo a scrivere un nuovo capitolo della sua storia».
Un riconoscimento che va oltre il successo delle singole collezioni. Durante la direzione di Vaccarello, Saint Laurent ha consolidato una precisa identità visiva, mantenendo una posizione centrale nella conversazione culturale e nell’immaginario della moda.
Anche Cédric Charbit, presidente e amministratore delegato di Saint Laurent, ha voluto ringraziare personalmente il designer, ricordando il percorso compiuto insieme e il contributo dato alla desiderabilità del marchio. Charbit ha evidenziato soprattutto la capacità di Vaccarello di lavorare contemporaneamente sull’immagine, sulla creatività e sull’impatto culturale della maison. Tre aspetti che, nella moda contemporanea, sono sempre più strettamente legati.
Al momento, invece, Anthony Vaccarello non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla sua uscita. Un silenzio che era stato notato anche durante l’ultima Paris Fashion Week, quando lo stilista aveva evitato i consueti incontri con i giornalisti prima e dopo la presentazione della collezione.

Dieci anni di Saint Laurent: la moda secondo Vaccarello
Quando Anthony Vaccarello arriva alla guida creativa di Saint Laurent nel 2016, eredita una maison dalla storia imponente e da un’identità fortemente caratterizzata. Il suo compito è tutt’altro che semplice: interpretare i codici di Yves Saint Laurent senza trasformarli in un esercizio nostalgico, mantenendo viva quella tensione tra eleganza, provocazione e libertà che ha sempre contraddistinto il marchio.
Vaccarello ha costruito negli anni uno stile facilmente riconoscibile, puntando su tagli sartoriali, spalle importanti, abiti aderenti e trasparenze. Il nero è rimasto una presenza costante nelle sue collezioni, insieme a giacche dal taglio maschile e abiti da sera che richiamano la sensualità delle creazioni di Yves Saint Laurent.
La sua interpretazione della femminilità Saint Laurent è decisa, talvolta provocatoria, ma raramente casuale. Ogni elemento sembra rispondere a una precisa idea estetica: la donna non indossa semplicemente un abito, ma ne governa la presenza.
In questo percorso, il designer ha saputo recuperare alcuni dei riferimenti più riconoscibili della maison, dal tailoring maschile alle linee sensuali degli abiti da sera, adattandoli a un linguaggio contemporaneo. Il risultato è stato uno stile riconoscibile anche al di fuori delle passerelle. Un risultato tutt’altro che scontato in un settore dove il continuo susseguirsi delle tendenze rischia spesso di indebolire l’identità dei marchi.
Vaccarello, invece, ha preferito insistere sulla propria visione, sviluppandola stagione dopo stagione. La sua Saint Laurent poteva cambiare ambientazione, palette o proporzioni, ma conservava sempre una continuità evidente.
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L’ultima sfilata sotto la Tour Eiffel, oggi sembra un addio
Ripensando alla Paris Fashion Week di pochi giorni fa, alcuni dettagli assumono inevitabilmente un significato diverso. Sotto la Tour Eiffel, Anthony Vaccarello aveva presentato una collezione dominata dall’oro, accompagnata da una scenografia studiata nei particolari e da un’atmosfera particolarmente intensa.
La sfilata aveva raccolto grande entusiasmo, ma a colpire erano stati anche alcuni elementi meno immediatamente legati agli abiti: la musica, l’allestimento e soprattutto la commozione dello stilista. In quel momento, le indiscrezioni su una possibile separazione dalla maison circolavano già negli ambienti della moda. Nessuna conferma ufficiale, soltanto voci sempre più insistenti. Oggi, dopo l’annuncio di Kering, quella passerella appare come l’ultimo capitolo della sua esperienza da direttore creativo di Saint Laurent.
Sarebbe però affrettato interpretare ogni dettaglio della sfilata come un messaggio intenzionale, perché non sappiamo se Vaccarello avesse effettivamente immaginato quella presentazione come un congedo. Resta il fatto che la collezione ha rappresentato un’ultima espressione della sua estetica, teatrale nella presentazione, controllata nelle forme e profondamente legata all’immaginario della maison. Una chiusura che, anche senza dichiarazioni solenni, ha lasciato il segno.

Saint Laurent dopo Anthony Vaccarello: chi guiderà la maison?
L’uscita dello stilista apre ora una fase di grande interesse per Saint Laurent. Il nome del futuro direttore creativo non è ancora stato comunicato e, in assenza di conferme ufficiali, qualsiasi ipotesi sulla successione rimane una semplice indiscrezione. La scelta sarà particolarmente significativa perché il prossimo designer erediterà una maison con un’identità consolidata, costruita attraverso dieci anni di continuità stilistica.
La domanda riguarda soprattutto la direzione che Saint Laurent deciderà di prendere. Il marchio sceglierà di proseguire lungo il percorso tracciato da Vaccarello oppure affiderà al suo successore il compito di introdurre una visione sensibilmente diversa?
È una questione creativa, ma anche strategica. Per una maison di questo livello, il direttore creativo contribuisce a definire molto più delle collezioni: influenza l’immagine del brand, il rapporto con le celebrity, la comunicazione e il modo in cui il pubblico percepisce il marchio.
Negli ultimi anni, Saint Laurent ha sviluppato una presenza culturale che supera i confini delle sfilate, e il lavoro di Vaccarello ha avuto un ruolo centrale in questo percorso. Chi arriverà dopo di lui dovrà confrontarsi con questa eredità, decidendo quali elementi conservare e quali eventualmente trasformare.
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Il futuro di Vaccarello e l’eredità lasciata alla moda
Resta aperta anche un’altra domanda: quale sarà il prossimo passo di Anthony Vaccarello? Al momento non sono state diffuse informazioni ufficiali sui suoi progetti futuri. Dopo dieci anni alla guida di una delle maison più influenti della moda francese, la curiosità intorno alle sue prossime scelte è inevitabile. Il suo percorso a Saint Laurent racconta quanto possa essere determinante, per una casa di moda, affidarsi a una direzione creativa capace di sviluppare un linguaggio personale nel tempo.
In un sistema che spesso pretende novità immediate, Vaccarello ha lavorato sulla continuità. Ha ripreso idee, forme e proporzioni, perfezionandole e modificandole senza sentire il bisogno di cambiare radicalmente registro a ogni stagione. È probabilmente questa una delle eredità più interessanti del suo decennio parigino: aver dimostrato che la riconoscibilità può diventare una forza creativa, anziché un limite.
Il suo addio lascia quindi un sentimento di curiosità, accompagnato da una certa malinconia per chi ha seguito l’evoluzione della maison negli ultimi anni. Dieci anni sono sufficienti per cambiare il volto di un marchio. Vaccarello lo ha fatto senza cancellarne la storia, trovando una propria interpretazione dell’universo Saint Laurent.
Con la sua uscita si chiude un decennio che ha segnato profondamente l’identità di Saint Laurent, lasciando spazio a una nuova fase creativa di cui resta ancora da conoscere la direzione.















