Oro parigino

Saint Laurent Primavera Estate 2027: i dieci anni di Anthony Vaccarello diventano oro

Sotto la Tour Eiffel, Anthony Vaccarello ripercorre il proprio decennio alla guida della Maison attraverso luce, volumi decisi e una collezione quasi interamente dorata

Foto: screenshot reels instagram @modacorriere

Nella notte parigina, sotto la Tour Eiffel, Anthony Vaccarello celebra dieci anni alla direzione creativa di Saint Laurent con una collezione che sembra pensata come un punto di incontro tra la storia della Maison e il linguaggio costruito dal designer nell’ultimo decennio. Per la Primavera Estate 2027 sceglie l’oro, lo porta su quasi tutta la passerella e lo usa per rileggere silhouette, materiali e codici che appartengono tanto a Yves Saint Laurent quanto alla sua personale visione della donna.

Anthony Vaccarello, dieci anni alla guida di Saint Laurent

Vaccarello arriva alla direzione creativa di Saint Laurent nel 2016. Dieci anni dopo, il suo lavoro sulla Maison è riconoscibile soprattutto nella capacità di intervenire su un vocabolario preciso senza disperderlo: spalle nette, sensualità controllata, trasparenze, pelle scoperta, proporzioni esasperate quando necessario e una certa idea della notte parigina.

La Primavera Estate 2027 parte proprio da qui. In passerella ritornano la sahariana, il trench, la blusa e la gonna a portafoglio, elementi legati alla storia di Yves Saint Laurent, accanto alle forme che Vaccarello ha progressivamente inserito nel guardaroba della Maison: cappotti costruiti sulle spalle, blouson più ampi e completi corti bordati di pelliccia. Il punto interessante è che questa volta passato e presente vengono quasi uniformati dal colore. L’oro ricopre entrambi, rendendo meno evidente dove finisca l’archivio e dove cominci il contributo del direttore creativo.

Foto: screenshot reels instagram @modacorriere

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Il concept della sfilata parte dal cinema

Prima ancora della passerella, Vaccarello aveva fornito una chiave di lettura precisa. Il teaser dello show recupera Jeanne Moreau in Ascensore per il patibolo, il film di Louis Malle del 1958 accompagnato dalla celebre colonna sonora improvvisata da Miles Davis.

Moreau cammina sola lungo gli Champs-Élysées di notte, illuminata dalle vetrine, mentre cerca un uomo che non arriverà. Una Parigi notturna, elegante e inquieta, lontana dall’immagine da cartolina. È un riferimento particolarmente vicino all’universo Saint Laurent di Vaccarello, popolato da donne sicure, sensuali e spesso attraversate da una sottile tensione.

Anche il processo creativo della colonna sonora offre una possibile lettura della collezione. Davis lavorò partendo da pochi elementi musicali, modificandoli continuamente mentre osservava le immagini del film. Vaccarello procede in maniera simile con i codici Saint Laurent: parte da forme riconoscibili e ne modifica proporzioni, materia e atteggiamento. Questa stagione la variazione più evidente passa attraverso la luce.

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Una passerella d’oro sotto la Tour Eiffel

L’allestimento amplifica il concetto. La venue ai piedi della Tour Eiffel ricostruisce l’atmosfera del Salon Impérial dell’Hôtel Inter-Continental, la sala nella quale Yves Saint Laurent presentava le collezioni di alta moda a partire dagli anni Settanta. Sulla passerella laccata incombono enormi chandelier dorati, mentre gli invitati, prevalentemente vestiti di nero, costruiscono un contrasto netto con i look.

«Una luce brilla ancora di più perché sappiamo che non può essere trattenuta. Ciò che passa a volte lascia più luce di ciò che resta», si legge nelle note dello show.

L’oro diventa così il vero elemento strutturale della collezione. Un riferimento diretto anche a Yves Saint Laurent, che lo associava al sole e alla sua capacità di riflettersi sul corpo femminile. Vaccarello ne esplora gradazioni diverse, dall’oro pallido alle tonalità più profonde, fino a sfumature che ricordano superfici bizantine e rinascimentali.

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Volumi, tagli e silhouette della Primavera Estate 2027

Sotto la superficie preziosa, la costruzione resta estremamente precisa. Le spalle sono forti, soprattutto su cappotti, trench e sahariane, ma senza raggiungere alcune delle proporzioni più estreme viste nelle precedenti collezioni del designer.

Ai volumi più strutturati si contrappongono drappeggi morbidi e abiti che scendono lungo il corpo fino a sfiorare il pavimento. Le gonne a matita sono attraversate da spacchi frontali e dotate di tasche, mentre i blouson acquistano volume nella parte superiore del corpo. È proprio questa alternanza a definire il ritmo della collezione: tagli affilati e costruzioni nette convivono con tessuti fluidi, trasparenze e lunghi strascichi. Anche le lunghezze cambiano continuamente. I completi corti scoprono le gambe, mentre gli abiti da sera finali allungano radicalmente la figura. La silhouette può essere severa in un’uscita e quasi impalpabile in quella successiva, senza perdere quella verticalità che rimane centrale nell’immaginario Saint Laurent.

Lamé, organza e latex: l’oro cambia attraverso i tessuti

Se il colore rimane quasi invariato per buona parte dello show, sono i materiali a impedirgli di diventare uniforme.

Vaccarello lavora con lamé, organza, pizzo guipure, mousseline, broccato, jacquard, cotone metallizzato e latex rivestito in foglia d’oro. Ogni superficie reagisce diversamente alla luce: alcune la riflettono in maniera quasi liquida, altre la trattengono, altre ancora lasciano intravedere il corpo.

Ricami e applicazioni gioiello accentuano l’aspetto materico. Lo stesso principio arriva agli accessori, con grandi orecchini in filigrana e sandali costruiti attraverso catene dorate, montati su tacchi che riproducono la forma di un serpente attorcigliato. L’opulenza, quindi, non dipende semplicemente dalla quantità d’oro presente sulla passerella. Nasce dalla differenza tra le superfici e dal modo in cui ciascun tessuto reagisce al movimento del corpo e alla luce dei chandelier.

Foto: screenshot reels instagram @modacorriere

Dal total gold al nero finale

Dopo la lunga sequenza dorata, il nero interrompe improvvisamente la passerella. Arriva prima attraverso un completo in velluto con bottoni gioiello, poi con tre abiti da sera see through. Le maniche diventano ampie, gli strascichi si allungano e la costruzione appare più libera rispetto alla parte precedente dello show.

Il passaggio ha anche un valore visivo preciso. Dopo aver saturato lo sguardo con l’oro, Vaccarello riporta Saint Laurent al colore che più immediatamente viene associato alla sua estetica contemporanea. È un finale più intimo rispetto alla monumentalità della scenografia.

Foto: screenshot reels Instagram @outpump

Le modelle e le muse di Saint Laurent

Anche il casting contribuisce al carattere della sfilata. Anja Rubik, una delle muse più legate all’universo di Vaccarello, torna in passerella e accompagna il designer nel défilé conclusivo. La sua presenza assume un significato particolare in una collezione che guarda ai dieci anni trascorsi dal creativo alla guida della Maison. Intorno alla passerella, il racconto Saint Laurent continua attraverso alcune delle personalità che hanno accompagnato questa fase del marchio. Kate Moss, Zoë Kravitz, Hailey Bieber, Carla Bruni, Catherine Deneuve e Zoe Saldañaassistono allo show in total black o in look della Maison, creando quasi una cornice scura intorno alla distesa dorata della passerella.

A chiudere la serata è Charlotte Gainsbourg, altra figura strettamente legata a Saint Laurent, che canta dal vivo You’re So Much Yves Saint Laurent, brano scritto per lo show. Vaccarello esce infine insieme alle modelle e raggiunge la prima fila, dove consegna al figlio un oggetto davanti agli ospiti. Un gesto arrivato al termine di una sfilata costruita interamente sul tempo, sulla luce e su ciò che rimane dopo dieci anni di lavoro.

La Primavera Estate 2027 racconta così Saint Laurent attraverso un’immagine apparentemente semplicissima: oro, nero e Parigi di notte. Il resto sta nelle proporzioni, nei tessuti e in quei codici che Vaccarello continua a modificare senza cancellarne l’origine.

Foto: IPA Agency
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