Cinema e moda

Craft is our language: Bottega Veneta festeggia i 50 anni di Intrecciato

Sono passati ormai 50 anni da quando Bottega Veneta ha lanciato la lavorazione in Intrecciato, ormai divenuta iconica tanto nel fashion quanto nel cinema: ripercorriamo la storia di questa lavorazione senza tempo, tra immagini e gesti passati alla storia

di Ariel Conta | 2 Febbraio 2026
Foto: CIC

California, anni ’80. Qualcuno sta bussando alla porta di Richard Gere, American Gigolò impenitente. All’ingresso c’è Lei: Lauren Hutton, avvolta da un morbido impermeabile grigio. A ben vedere, tutta la stanza è immersa in tonalità cineree, Gere compreso: eccezion fatta per la clutch vermiglia di Bottega Veneta, portata sotto braccio dalla donna. Segue una delle scene più gelidamente sensuali ed emotivamente cariche della storia del cinema, girata con maestria da Paul Schrader, che proprio sull’accessorio impernia tutta la sequenza: è la borsa il primo oggetto a scivolare via dal corpo di Lauren, simbolo della natura tutt’altro che transazionale del rapporto tra i due. Una borsa la cui cifra distintiva è la lavorazione in intrecciato, che rende l’accessorio un oggetto che si plasma sul corpo, accompagnandone forme e curvature.

American Gigolò e la sensualità dell’Intrecciato

American Gigolò segna la prima apparizione sul grande schermo di un modello realizzato in Intrecciato, lavorazione sviluppata appena cinque anni prima dalla Maison vicentina, e divenuta rapidamente iconica grazie alla particolare disposizione delle strisce in pelle, che seguono un’inclinazione di 45 gradi. Una scelta che, oltre a permettere alla borsa di modellarsi sul corpo di chi l’indossa, è diventata negli anni una cifra distintiva del brand, che al rigore geometrico delle forme unisce l’attenzione all’esperienza tattile, capace di creare un vero e proprio hic et nunc percettivo.

Craft is our language: la campagna che mette al centro il gesto

Oggi, l’Intrecciato compie cinquant’anni, e celebra la propria storia mettendo al centro il gesto come linguaggio, tema raccontato da una campagna firmata dal fotografo Jack Davidson e dalla coreografa Lenio Kaklea. Ad essere fotografati non sono modelli o indossatori, bensì i protagonisti della cultura contemporanea: da Julianne Moore a Tyler The Creator, i protagonisti della campagna Craft is our language sono a modo loro artigiani, personaggi dell’arte che hanno coniato nuovi alfabeti del comunicare attraverso i loro corpi.

Maxi Veneta: la borsa di Bottega per il tran tran di tutti i giorni

Per celebrare i cinquant’anni di questa tecnica, è stata realizzata una nuova collezione in Intrecciato, tra cui figura la Maxi Veneta: una borsa a spalla dalle linee semplici, voluminosa ma essenziale. La borsa perfetta per le nuove forme di umanesimo urbano, destinato per la donna la cui vita scorre allo stesso ritmo pulsante delle luci di città. Bottega Veneta realizza così un capolavoro del tessile, riuscendo nell’ardua impresa di far incontrare efficienza e sensualità, sviluppando così una forma di design percettivo che mette al primo posto la qualità aptica della moda: arte che deve essere toccata.

A cinquant’anni dal suo lancio, l’Intrecciato di Bottega Veneta dimostra di essere più di un marchio di fabbrica: è la sicurezza che la qualità del prodotto debba essere prima sentita, poi vista. Un’idea di lusso che sussurra in un mondo pieno di grida, che coinvolge tutti i sensi, al punto da non necessitare nemmeno di esibire il nome del brand, sicuri che basti toccare per credere

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