L’eyeliner di Mina

Il trucco di Mina: gli occhi che hanno costruito un’icona senza tempo

Eyeliner grafico, sopracciglia cancellate e treccia rossa: i dettagli beauty che hanno reso Mina un’icona riconoscibile, ancora oggi

Foto: RISTUCCIA / IPA

Il ritorno discografico di Mina con Dilettevoli inedite eccedenze riporta l’attenzione su una presenza capace di restare potentissima anche lontano dai riflettori. Nel suo immaginario beauty, il trucco degli occhi è il segno più riconoscibile: eyeliner grafico, palpebre scolpite e sopracciglia cancellate. Un linguaggio visivo che continua a parlare anche oggi.

Il trucco di Mina comincia dagli occhi

Gli occhi cerchiati di nero, la mezzaluna tracciata sulla palpebra e una pelle chiarissima: bastano pochi dettagli per riconoscere Mina. La sua immagine è rimasta impressa nell’immaginario collettivo anche dopo decenni lontana dalla scena pubblica. Un risultato costruito attraverso scelte precise, capaci di trasformare il make-up in una firma personale.

In oltre sessant’anni di carriera, Mina ha cambiato più volte look, anticipando tendenze e sperimentando con la propria immagine. Il punto di partenza, però, è rimasto quasi sempre lo stesso: lo sguardo. Dagli anni Sessanta in poi, l’eyeliner nero ha dato forma a un tratto deciso, allungato e riconoscibile, che non cercava di addolcire il viso ma di renderlo ancora più espressivo.

A fare la differenza è soprattutto il disegno della palpebra. La linea scura non si limita a seguire l’occhio: corre parallela all’eyeliner, segnando la piega della palpebra mobile con una mezzaluna che amplifica la profondità. Il risultato ha qualcosa di teatrale e, insieme, di rigoroso. Non è un dettaglio decorativo aggiunto al trucco: è la struttura intorno alla quale si organizza tutto il volto.

Foto: Ceci/ IPA

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L’eyeliner grafico e le sfumature di Stefano Anselmo

Nel tempo, il make-up di Mina è passato dalla riga netta degli esordi a sfumature più morbide e intense. Il make-up artist Stefano Anselmo ha contribuito a definire questa evoluzione, lavorando sulle ombre per dare agli occhi una profondità quasi pittorica. L’effetto richiama il chiaroscuro: il nero non è soltanto un contorno, ma diventa materia, volume, un modo per scolpire lo sguardo.

Questa scelta spiega perché il trucco di Mina non sembri legato a una stagione precisa. L’eyeliner grafico appartiene agli anni Sessanta, ma la sua forza è rimasta attuale perché non segue una moda passeggera: costruisce un’identità. La linea nera diventa un gesto autoriale, riconoscibile anche quando cambiano i capelli, gli abiti e il contesto.

C’è anche una questione di equilibrio. Quando gli occhi sono così protagonisti, ogni altro elemento del viso sembra arretrare per lasciarli parlare. La pelle diafana contribuisce a creare un contrasto netto, mentre l’assenza delle sopracciglia rende l’area dello sguardo ancora più essenziale. È un’immagine forte, ma non casuale: ogni elemento ha una funzione e rafforza il successivo.

Perché Mina si è tolta le sopracciglia

L’assenza delle sopracciglia è uno dei tratti più radicali del beauty look di Mina. La scelta risale al periodo Rai e fu suggerita dal truccatore Enrico Farina, che pensò di eliminarle per dare maggiore risalto agli occhi e agli altri lineamenti. Un gesto netto, coerente con la personalità anticonformista della cantante e con un’idea di bellezza che non cercava di aderire ai canoni del momento.

Negli anni Settanta, sopracciglia depilate o decolorate sarebbero diventate un segno ricorrente anche nell’immagine di altre personalità. Mina, però, non sembrava inseguire una tendenza: il suo look nasceva da una precisa scelta espressiva. Togliere per mettere in evidenza, ridurre un elemento per rendere più potente quello rimasto. È una logica di sottrazione che ancora oggi si ritrova in molte interpretazioni contemporanee del make-up.

Foto: Pinterest

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La treccia rossa completa il beauty look di Mina

Accanto agli occhi, la treccia rossa è diventata un altro elemento inconfondibile. Il passaggio più celebre arriva con la copertina dell’album In Studio del 2001: Mina abbandona le chiome vaporose e cotonate per raccogliere i lunghi capelli in una treccia lucida, realizzata da sola. Un’immagine diversa da quella degli esordi, ma altrettanto riconoscibile.

Dietro la sua lucentezza c’è anche un aneddoto raccontato da Anselmo a Vanity Fair. Per tenere in ordine la treccia durante le registrazioni non avevano a disposizione un prodotto per lo styling. Il make-up artist ricordò allora un vecchio trucco dei parrucchieri: usare una bibita zuccherata al posto della lacca. Tamponò Sprite sui capelli con una spugnetta e, a quanto pare, funzionò.

Da quel momento la treccia è rimasta legata all’immagine di Mina ed è stata ripresa e citata in contesti diversi, dalla performance di Achille Lauro a Sanremo fino a una capsule collection di Balenciaga dedicata alla cantante. Un’acconciatura semplice, diventata codice visivo, proprio come l’eyeliner.

Il beauty look di Mina continua a ispirare

Mina non si mostra da anni, ma il suo volto continua a essere riconoscibile attraverso pochi segni. È questo il paradosso affascinante della sua immagine: l’assenza non l’ha resa meno presente. Al contrario, ha lasciato spazio a un’idea precisa, quasi intatta, che non dipende dall’apparizione pubblica né dalla necessità di aggiornarsi a ogni nuova tendenza.

Con l’uscita di Dilettevoli inedite eccedenze, l’attenzione torna sulla sua musica, ma anche su un’estetica che ha attraversato decenni senza perdere forza. Il trucco di Mina non è soltanto eyeliner nero o sopracciglia cancellate: è un modo di occupare lo spazio, di decidere come essere guardata e, soprattutto, di non assomigliare a nessun’altra.

Foto: Wiki media commons

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