
Per qualche giorno non servono programmi, prenotazioni o una lista di luoghi da vedere. Serve silenzio. La quietcation nasce proprio da questo desiderio: allontanarsi dal rumore quotidiano per ritrovare un ritmo più umano, tra natura, benessere e paesaggi capaci di fare spazio anche a ciò che normalmente resta fuori dall’agenda.
Secondo l’Hilton 2026 Trends Report, realizzato coinvolgendo oltre 14mila viaggiatori in 14 Paesi, il 56% delle persone che viaggeranno quest’anno lo farà soprattutto per riposarsi. La risposta al rumore della quotidianità sembra quindi essere il silenzio: meno programmi, meno luoghi da spuntare, più tempo per stare bene. C’è chi lo chiama quietcation e chi, con un altro neologismo, hushpitality. Il principio, però, resta lo stesso: scegliere destinazioni dove il tempo non deve necessariamente essere riempito.
È qui che entra in scena anche lo Shinrin-yoku, la pratica giapponese del “bagno nella foresta”, che invita a immergersi nella natura attraverso una camminata lenta e consapevole. Un’esperienza che coinvolge tutti i sensi e che trasforma il paesaggio in parte integrante del viaggio. E l’Italia, con i suoi boschi, le montagne e le coste ancora selvagge, offre una geografia ideale per riscoprire questa forma di lusso sempre più desiderata: avere finalmente tempo.
In Sardegna, il silenzio ha il colore del mare
Nel sud della Sardegna, a Chia, il ritmo della giornata può essere scandito dal rumore delle onde e dal vento nella macchia mediterranea. È lo scenario di Aquadulci, resort a pochi passi dalla spiaggia di Su Giudeu, dove dune fiorite e acque trasparenti accompagnano verso una delle coste più suggestive dell’isola.
Da qui partono sentieri che conducono a calette raggiungibili soltanto a piedi, come Cala del Morto e Cala Cipolla, una mezzaluna di sabbia bianca racchiusa tra promontori di granito. Per chi vuole continuare a esplorare dal mare, la goletta Milmar porta alla scoperta delle baie più nascoste della costa sud-occidentale. Poi si torna indietro, con il sale sulla pelle e la sensazione di avere lasciato qualcosa alle spalle.

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In Campania, dormire sull’acqua
Ci sono luoghi in cui la natura non fa semplicemente da sfondo, ma diventa parte dell’esperienza. È il caso dei Laghi Nabi, sul Litorale Domizio, dove cinquanta ettari di ex cave di sabbia sono stati trasformati in un ecosistema ricco di biodiversità.
Al Nabi Resort e Glamping si dorme tra lodge sull’acqua, tende luxury e persino una casa galleggiante. La giornata può iniziare con una sessione di yoga e proseguire in canoa, con un bagno di suono o qualche ora nella Wellness Pool a temperatura termale. Quando arriva la sera, il lago cambia ancora volto e il cielo stellato prende il posto del rumore della città.

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In Emilia, la quiete passa dalla tavola
A Polesine Parmense, nel cuore della provincia di Parma, il tempo sembra seguire ancora il corso del Grande Fiume. L’Antica Corte Pallavicina occupa un castello del XIII secolo e custodisce una storia fatta di paesaggio, cucina e tradizione emiliana.
Per immergersi nella natura c’è il Po Forest, un percorso di circa due chilometri nel bosco di golena, tra la vegetazione fluviale. Oppure si può salire su una barca e seguire il Po fino ai grandi sabbioni e ai resti dell’antico castello sommerso. Qui anche la tavola diventa un modo per rallentare. La cucina stellata di Massimo Spigaroli porta nel piatto i sapori del territorio, mentre nelle antiche cantine del 1320 riposa il Culatello. Una cucina da assaporare senza fretta, lasciando che sia ogni piatto a dettare il ritmo.

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Tra yurta e foreste, il lusso di tornare all’essenziale
Sull’Appennino Parmense, nell’Oasi WWF dei Ghirardi, la quietcation prende una forma ancora più essenziale. Quindici anni fa Simona Terenzio ha portato qui dalla Mongolia le tende yurta, trasformandole negli alloggi di Ca’ Cigolara, a Borgotaro. Oggi sono nove strutture circolari, per un massimo di quaranta ospiti, immerse tra montagne, vento e silenzio. Ci sono orti, un ristorante e un’atmosfera particolarmente adatta a chi cerca yoga e pratiche olistiche, lontano dalla frenesia urbana.
A Bedonia, invece, il sentiero “Shinrin-Yoku” di Monte Nero accompagna dentro una faggeta certificata PEFC. Tredici tappe, distribuite lungo quattro chilometri e 150 metri di dislivello, attraversano ruscelli, torbiere e prati d’alta quota. Dalla Sorgente all’Infinito, passando per l’Abbraccio e il Concerto, ogni nome invita a vivere il percorso senza fretta. L’esperienza dello Shinrin-yoku nasce proprio da qui: camminare lentamente, respirare, ascoltare e lasciare che il bosco diventi il luogo in cui fermarsi davvero.

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In Valle Aurina, la libertà di non avere programmi
A Campo Tures, in Valle Aurina, OLM Nature Escape porta il concetto di quietcation dentro un’architettura contemporanea. Legno, vetro e pietra disegnano un eco-aparthotel circolare ispirato al ciclo della natura, pensato per lasciare agli ospiti una libertà oggi tutt’altro che scontata: quella di decidere come trascorrere la giornata.
Non ci sono orari prestabiliti. Le ApartSuite hanno una kitchenette e alcune dispongono anche di sauna finlandese privata. Si può scegliere se cenare al ristorante, praticare yoga nel giardino, immergersi nel laghetto naturale balneabile o concedersi qualche ora nell’EcoSpa. Fuori, la Valle Aurina offre sentieri e cascate. Quelle di Riva sono una delle escursioni da mettere in agenda. Oppure, più semplicemente, si può non mettere nulla in agenda.

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Sotto le stelle, davanti alle Dolomiti
Sul Lago di Dobbiaco, infine, il silenzio arriva insieme alla luce. Gli Skyview Chalets del Camping Toblacher See sono dodici cubi di vetro e larice nascosti tra gli alberi, progettati per lasciare il paesaggio al centro della scena.
Lago, Dolomiti e cielo diventano parte della stanza grazie al soffitto trasparente, soprattutto quando arriva la notte. La struttura è stata realizzata senza abbattere alberi e invita a vivere l’ambiente con la stessa lentezza: passeggiate, bicicletta e forest bathing durante il giorno, una cena con vista al Seeschupfe o un’esperienza di fine dining all’HEBBO Wine & Deli quando scende la sera.
Poi resta soltanto il cielo. Ed è forse proprio questo il senso della quietcation: non aggiungere un’altra esperienza alla lista, ma togliere tutto ciò che non serve. Perché oggi, quando il tempo è diventato il bene più difficile da concedersi, il vero lusso potrebbe essere semplicemente avere qualche giorno in cui non succede niente.















