Viktoria Andreeva a Firenze: il corpo e il tempo in All We Have Is Now

Inaugurata il 16 ottobre all’Anglo American Hotel Florence, la personale della fotografa bulgara esplora il rapporto tra identità, memoria e trasformazione attraverso dieci opere. La mostra resterà aperta fino al 14 novembre 2026

Foto: Ufficio stampa

La fotografia di Viktoria Andreeva è protagonista a Firenze con All We Have Is Now, la mostra personale inaugurata il 16 ottobre all’Anglo American Hotel Florence – Curio Collection by Hilton. L’esposizione, visitabile fino al 14 novembre 2026, riunisce dieci opere attraverso le quali l’artista bulgara esplora il corpo umano, trasformandolo in uno strumento di ricerca sull’identità e sulla percezione del tempo.

Foto: pinterest

Viktoria Andreeva torna alla Florence Biennale con All We Have Is Now

La mostra rappresenta il secondo appuntamento di Art Suite, il progetto sviluppato dalla Florence Biennale insieme all’Anglo American Hotel Florence per presentare l’arte contemporanea al di fuori dei tradizionali contesti museali. L’iniziativa si inserisce nel percorso che accompagna la manifestazione verso il 2027, anno del trentesimo anniversario della sua fondazione, recuperando il legame con un’artista che ha già avuto un ruolo significativo nella sua storia recente.

Nel 2023, infatti, Viktoria Andreeva si era aggiudicata l’International Open Call Competition “I Am You” – Photography, ricevendo il Premio speciale “Lorenzo il Magnifico” durante la XIV Florence Biennale, alla quale aveva partecipato come Guest of Honour. Proprio la fotografia All We Have Is Now era stata scelta come immagine coordinata di quell’edizione. A tre anni di distanza, lo stesso lavoro dà il titolo a una personale che permette di approfondire il linguaggio fotografico dell’artista, seguendone le sperimentazioni e il particolare interesse per la figura umana.

Foto: Ufficio stampa

Il corpo umano come materia artistica

Prima di dedicarsi alla fotografia, Andreeva ha studiato danza, un’esperienza che continua a emergere nelle sue composizioni. Il corpo, protagonista assoluto delle immagini, conserva una relazione evidente con il movimento, l’equilibrio e la tensione muscolare, pur allontanandosi progressivamente dalla rappresentazione anatomica tradizionale. Le figure fotografate assumono posizioni raccolte, talvolta sembrano sospese oppure intrecciate in configurazioni difficili da decifrare. I contorni perdono definizione, le superfici si trasformano e l’identità individuale lascia spazio a una dimensione più astratta.

L’interesse dell’artista si concentra sulla possibilità di modificare la percezione del soggetto attraverso la fotografia. Un corpo può apparire fragile oppure estremamente solido, riconoscibile in alcuni dettagli e quasi irrealistico nell’insieme. È proprio questa ambiguità a caratterizzare buona parte della sua produzione.

La trasformazione avviene anche attraverso un procedimento tecnico preciso. Le texture visibili sulle figure non vengono realizzate direttamente sui modelli prima dello scatto, ma sono elaborate successivamente, attraverso una lavorazione digitale costruita per stratificazioni. Andreeva interviene sull’immagine originale fino a modificarne l’aspetto, mantenendo tuttavia alcuni elementi che permettono di riconoscere la presenza umana. Il risultato conserva la fisicità della fotografia, pur avvicinandosi visivamente ad altri linguaggi artistici, dalla scultura alla composizione astratta.

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Dieci opere tra fotografia e sperimentazione digitale

Il percorso espositivo riunisce cinque opere fisiche e cinque lavori presentati in formato digitale attraverso gli schermi Samsung The Frame. Una scelta che permette di osservare le fotografie in condizioni differenti, confrontando la materialità delle stampe con la luminosità delle immagini riprodotte su schermo. Tre delle opere fisiche appartengono alla serie Cosmic Beings, mentre le altre due sono Memories of the Past e All We Have Is Now, il lavoro che dà il titolo all’esposizione.

Nella serie Cosmic Beings, la ricerca sulla figura umana si spinge verso una rappresentazione in cui il soggetto sembra perdere i propri riferimenti individuali. Le trasformazioni delle superfici e le alterazioni visive suggeriscono forme che sfuggono a una lettura immediata, invitando a soffermarsi sui dettagli e sulla costruzione dell’immagine. Anche la presenza delle opere digitali contribuisce a modificare il modo in cui vengono osservate le fotografie. La luce dello schermo accentua alcune caratteristiche delle superfici, mentre le stampe consentono un rapporto diverso con la composizione e con la sua consistenza visiva.

Foto: Ufficio stampa

La memoria e il presente nella ricerca di Andreeva

Il titolo All We Have Is Now, traducibile come “Tutto ciò che abbiamo è adesso”, introduce una riflessione sul rapporto tra il presente e ciò che resta del passato. Nelle fotografie di Andreeva, questa dimensione emerge attraverso corpi sottoposti a trasformazioni che sembrano modificarne l’identità, lasciando però riconoscibili le tracce della loro forma originaria.

Il tema assume un significato particolare considerando il prossimo appuntamento della XVI Florence Biennale 2027, dedicato a Beyond the Sense of Time. Memory, Caducity and Eternity in Contemporary Art and Design.

Memoria, caducità ed eternità saranno dunque al centro della futura edizione della manifestazione. La personale di Andreeva anticipa alcuni di questi interrogativi attraverso un linguaggio visivo che mette in relazione la presenza fisica con la possibilità della sua trasformazione. La fotografia diventa così uno strumento per osservare ciò che cambia, ma anche ciò che continua a essere riconoscibile nonostante le alterazioni.

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Chi è Viktoria Andreeva, dalla danza alla fotografia internazionale

Nata e cresciuta in Bulgaria, Viktoria Andreeva vive e lavora a Vienna, città nella quale si è trasferita nel 2015 per studiare Fotografia e Media Audiovisivi presso il College of Arts die Graphische. Il suo percorso artistico si è sviluppato attraverso una ricerca personale sulla rappresentazione del corpo, ottenendo riconoscimenti in diversi concorsi internazionali. Tra questi figurano la Medaglia d’Oro nella categoria Fine Art/Nudes al Trierenberg Super Circuit e quella ricevuta nel 2022 ai One Eyeland World’s Top 10 Fine Art Photographers Awards.

Le sue opere sono state presentate in città come Vienna, Parigi, New York, Roma, Milano e Budapest, contribuendo alla diffusione internazionale del suo lavoro. Nel 2023 è stata inoltre inserita da Forbes Bulgaria nella selezione 30 Under 30, dedicata ai giovani talenti che si sono distinti nei rispettivi settori.

Foto: Ufficio stampa

Art Suite: l’arte contemporanea incontra l’ospitalità fiorentina

L’inaugurazione del 16 ottobre, organizzata alla presenza dell’artista con una preview riservata agli invitati, ha segnato l’apertura del nuovo appuntamento di Art Suite. Il programma della serata prevedeva una selezione gastronomica curata dalla cucina dell’Anglo American Hotel Florence e dalle specialità artigianali di Leonardo Biscotti. L’iniziativa è sostenuta da The Mall Firenze, destinazione dello shopping di alta gamma, e vede la partecipazione di Pineider Firenze, storica maison legata alla produzione di carta, pelletteria e strumenti di scrittura.

Anche la proposta del Whisper Wine Bar si collega all’esposizione grazie alla collaborazione con Decio Gin, coinvolto nella creazione di un cocktail signature ispirato alle fotografie di Andreeva, disponibile per tutta la durata della mostra. L’esposizione resterà visitabile fino al 14 novembre 2026, offrendo l’occasione di approfondire una ricerca artistica che parte dall’osservazione del corpo per indagare l’identità, la memoria e le possibilità espressive della fotografia contemporanea.

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