
La storia di un oggetto apparentemente ordinario che oggi vale una fortuna è la classica sorpresa che il mondo del collezionismo riserva di tanto in tanto. Negli anni ’90, la sedia Vilbert di IKEA veniva venduta a circa 50 euro, ma oggi si trova sul mercato a cifre che si avvicinano ai 2.000 euro, con alcune vendite che hanno superato anche questa soglia. Un fenomeno che ha attirato l’attenzione di molti, soprattutto perché IKEA è storicamente sinonimo di accessibilità e design funzionale, non certo di lusso o esclusività.
La sedia Vilbert: da pezzo low-cost a oggetto da collezione
La sedia in questione fu progettata dal celebre designer danese Verner Panton e prodotta in un’edizione limitata di appena 3.000 pezzi. Nonostante questa limitazione, il prodotto ebbe scarso successo commerciale e fu rapidamente ritirato dal mercato tra il 1993 e il 1994. Tuttavia, la combinazione di una tiratura limitata e un design originale, caratterizzato da tavole di MDF (fibre di legno pressate unite da resine e collanti) rivestite da una resina opaca colorata in viola, blu, verde e rosso, ha trasformato la sedia in un oggetto molto ricercato dai collezionisti.
Negli ultimi mesi, la domanda per questa sedia è cresciuta in modo significativo, portando i prezzi di vendita a oscillare tra 1.000 e quasi 2.000 euro, con alcuni esemplari venduti addirittura a cifre doppie rispetto a queste stime. Questa rivalutazione si inserisce in un trend più ampio che riguarda mobili e oggetti IKEA degli anni ’90, periodicamente riscoperti e rivalutati con sorpresa da appassionati e collezionisti.

Il prezzo della sedia Vilbert varia sensibilmente in base allo stato di conservazione dell’oggetto. Come per ogni articolo da collezione, è fondamentale che ogni dettaglio sia mantenuto in condizioni ottimali per massimizzare il valore di mercato. Alcuni aspetti da verificare attentamente sono:
- Presenza di ammaccature o abrasioni, in particolare sui bordi.
- Etichette originali di vendita.
- Viti e componenti originali.
È da considerare che molte delle sedie disponibili hanno subito interventi di manutenzione, come rinforzi sotto il sedile, nuove laminazioni o riverniciature. Tali operazioni, sebbene utili a preservare l’aspetto estetico e la funzionalità, tendono a ridurre il valore collezionistico dell’oggetto. Pertanto, esemplari che risultano integri e conformi al nuovo sono quelli che raggiungono le quotazioni più alte.
Inoltre, il prezzo finale ottenibile dipende anche dal canale di vendita: le aste, pur offrendo spesso una maggiore visibilità, comportano commissioni aggiuntive; mentre sulle piattaforme online occorre considerare tasse e spese di spedizione, elementi che possono influenzare il guadagno netto del venditore.












