Sposa goth

Gabbriette, la sposa gotica che ha riscritto le regole del bridal con Matières Fécales

Gabbriette ha trasformato il suo matrimonio con Matty Healy in una dichiarazione di stile: tre look couture firmati Matières Fécales tra influenze vittoriane, dettagli gotici e una nuova idea di bridal

Foto da Instagram: @matieresfecales e @matieresfecalesparis

Quando immaginiamo una sposa, probabilmente ci viene in mente un abito bianco, un velo perfetto e una silhouette romantica. Ma poi arriva Gabbriette, che ci dimostra che il look matrimoniale non deve seguire la tradizione, anzi. Per il matrimonio con Matty Healy, frontman dei The 1975, la modella e attrice americana ha scelto di non trasformarsi in una versione “da sposa” di sé stessa, ma di portare sull’altare il suo universo estetico: dark, teatrale, sofisticato e impossibile da confondere.

Tre look couture firmati Matières Fécales, la maison canadese fondata da Hannah Rose Dalton e Steven Raj Bhaskaran, che proprio con Gabbriette ha fatto il suo debutto ufficiale nel mondo bridal. Una scelta che racconta molto di lei: più che seguire una tradizione, ha costruito un’immagine destinata a restare.

Il matrimonio di Gabbriette è una favola gotica contemporanea

Dopo il fidanzamento ufficiale nel 2024, Gabbriette e Matty Healy hanno celebrato un matrimonio intimo, circondati da pochi familiari e amici. Ma, nonostante la dimensione privata della cerimonia, i look della sposa hanno immediatamente conquistato il mondo della moda.

La fonte d’ispirazione? Un immaginario preciso: il romanticismo oscuro del film Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola del 1992. La passione di Gabbriette per il mondo gotico si è trasformata in abiti che sembrano arrivare da un’altra epoca, ma con un’attitudine completamente contemporanea. Ed è proprio qui che sta il fascino della scelta: il suo abito non cerca di essere “perfetto” nel senso più classico del termine. È vivo, imperfetto, quasi selvaggio, ed è proprio questa la sua forza.

Foto da Instagram: @matieresfecales e @matieresfecalesparis

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L’abito da sposa Gabriella: il debutto bridal di Matières Fécales

Per la cerimonia Gabbriette ha indossato “Gabriella”, il primo abito da sposa mai realizzato da Matières Fécales. Un nome che porta già il segno di qualcosa di personale e irripetibile. La creazione prende spunto dalle silhouette vittoriane, reinterpretandole attraverso il linguaggio provocatorio della maison. Il corsetto scolpisce il busto, la vita è definita con precisione e la gonna ampia crea un effetto quasi scultoreo, tra romanticismo e inquietudine.

Il tessuto protagonista è una seta taffetà color “toile”, lavorata con micro pieghe e torsioni che seguono il corpo. A rendere tutto ancora più scenografico sono gli strati di tulle volutamente irregolari, quasi “strappati”, che emergono dalle maniche e dall’orlo dell’abito. Dietro, invece, il vero colpo di scena: una struttura a quattro livelli con un lungo strascico teatrale. Una silhouette che ricorda gli abiti delle protagoniste dei grandi drammi ottocenteschi, ma filtrata attraverso un’estetica punk e underground.

Il velo segue la stessa filosofia. Non è immacolato e distante, ma morbido, leggermente selvaggio, coerente con quella bellezza non addomesticata che da sempre accompagna Gabbriette.

Foto da Instagram: @matieresfecales e @matieresfecalesparis

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Dal nero vintage al bianco party look: tre abiti, una sola identità

La cosa più interessante del matrimonio di Gabbriette è che ogni cambio look racconta una parte diversa della sua personalità. Per la cena di prova ha scelto un abito nero vintage di Maison Margiela, il suo “qualcosa di vecchio”, completamente reinterpretato da Matières Fécales. La maison ha aggiunto il proprio elemento distintivo: il tulle che fuoriesce dalla parte posteriore dell’abito, creando movimento e un effetto quasi sospeso.

Una scelta controcorrente, certo, ma anche profondamente coerente. Gabbriette ha raccontato più volte di amare il nero e di indossarlo spesso nella vita quotidiana. Per lei, quindi, non aveva senso abbandonare quella parte di sé proprio nel momento più fotografato. Ed è forse questo il dettaglio più bello: non ha scelto un look da sposa perché “doveva”. Ha scelto qualcosa che avrebbe potuto indossare anche fuori da quel giorno.

Poi è arrivato il terzo outfit, quello pensato per festeggiare fino a notte fonda. Un completo sartoriale bianco in pelle di agnello, chiamato “Healy” in omaggio al marito Matty. Blazer dalla linea decisa, spalle importanti, pantaloni con bordi dall’effetto vissuto e dettagli in tulle sul retro: un look che sembra unire una rockstar degli anni Ottanta a una sposa vittoriana. La scelta perfetta per ballare senza rinunciare alla teatralità.

Collage di foto da Instagram: @matieresfecales e @matieresfecalesparis

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Gabbriette dimostra che una sposa non deve seguire un copione

C’è una cosa che rende questi look così interessanti: non sembrano costruiti per piacere a tutti, ma per piacere alla sposa. Nel mondo del bridal spesso si cerca la versione più universale possibile della bellezza, che si traduca in un abito che emozioni, ma che non divida. Gabbriette ha fatto l’opposto. Ha scelto una visione precisa, riconoscibile, quasi cinematografica.

Il risultato è una sposa gotica, romantica e ribelle. Una figura che sembra uscita da una fiaba oscura, ma con lo stesso atteggiamento di una donna contemporanea che conosce perfettamente il proprio stile. Anche le scarpe raccontano questa attenzione al dettaglio: tutti e tre i look sono stati completati da calzature personalizzate nate dalla collaborazione tra Matières Fécales e Christian Louboutin, con il caratteristico tocco della maison francese e la celebre suola rossa.

Alla fine, il vero lusso di questo matrimonio non è stato indossare tre abiti cotture, piuttosto avere il coraggio di scegliere qualcosa di autentico. Gabbriette non ha interpretato il ruolo della sposa perfetta. Ha creato il suo. Non è forse questa l’eleganza vera?

Foto da Instagram: @matieresfecales e @matieresfecalesparis
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