
Dai meleti del raccolto ai laghi circondati dai boschi, fino alle cantine e agli antichi manieri: da settembre a novembre la valle cambia ritmo e colore.
L’autunno in Val di Non arriva con il profumo delle mele appena raccolte e con una tavolozza che cambia quasi di settimana in settimana. I boschi passano dal verde all’ocra, al rame e al rosso, mentre nei frutteti comincia uno dei momenti più attesi dell’anno. È la stagione giusta per scoprire questa parte del Trentino con calma, alternando passeggiate, castelli, laghi e tavole di montagna. Qui il paesaggio racconta molto della vita locale. I meleti convivono con canyon scavati dall’acqua, piccoli borghi, vigneti e fortezze di pietra. La mela resta il simbolo più immediato della valle, ma basta allontanarsi di poco dai filari per trovare una storia fatta anche di viticoltura, malghe e tradizioni contadine ancora presenti nella quotidianità.

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Val di Non in autunno, il tempo della raccolta
Tra settembre e ottobre i meleti entrano nel pieno della raccolta. È un lavoro che coinvolge migliaia di famiglie e che, negli ultimi anni, si è aperto anche a chi arriva in valle per qualche giorno.
Dall’11 settembre al 18 ottobre 2026, ogni venerdì, sabato e domenica, gli Agritur Ambasciatori di Melinda propongono MelaColgo. Si entra nei frutteti insieme ai produttori, si raccolgono cinque chili di mele direttamente dagli alberi e ci si ferma per una merenda con strudel, succo e mele essiccate. Il costo è di 25 euro per gli adulti e 12 euro per i bambini dai 3 ai 10 anni; sotto i tre anni l’ingresso è gratuito. Per le famiglie è prevista una formula da 65 euro per due adulti e due bambini, con una cassa da 15 chili.
Per capire cosa accade dopo il raccolto c’è invece MondoMelinda, dove il percorso della mela prosegue fino alle Celle Ipogee. Scavate nella montagna e situate fino a 300 metri di profondità, sfruttano naturalmente temperatura e umidità della roccia per conservare milioni di frutti. Da qui si può scoprire anche la prima funivia al mondo dedicata esclusivamente al trasporto delle mele. Per i più piccoli, una delle novità del 2026 è Melinda e la Scatola Magica, il sentiero tematico inaugurato a Romallo. Il percorso è semplice e accessibile anche con passeggino: sculture in legno, giochi e indovinelli raccontano attraverso la storia di una bambina il ruolo dell’acqua, della luce, del vento, del tempo e del lavoro umano nella nascita di un frutto.

Dove vedere il foliage in Val di Non
Il Lago di Tovel rimane uno degli indirizzi naturali più suggestivi della stagione. Faggete e conifere circondano l’acqua e, nelle giornate limpide, i colori del bosco si riflettono sulla superficie del lago.
Più raccolto è il Lago di Tret, particolarmente interessante in ottobre, quando i larici assumono tonalità giallo intenso. Alle Plaze di Santa Giustina, invece, il paesaggio cambia ancora: lago, vigneti, meleti e boschi si sovrappongono e i sentieri lungo le rive permettono di osservare la valle da una prospettiva diversa. L’autunno è anche un buon momento per raggiungere le malghe ancora aperte. La Malga di Romeno, a 1.769 metri, e la Malga Rodeza, a 1.570, sono due possibili mete per una giornata scandita dal cammino e da una sosta a tavola, con piatti della tradizione e formaggi d’alpeggio.

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Castelli, vino e tavole d’autunno
La stagione prosegue anche nei borghi. Il 17 e 18 ottobre Casez, nel comune di Novella, ospita la ventesima edizione di Pomaria, la festa dedicata alla mela e ai prodotti della Val di Non. Il centro storico si riempie di produttori, degustazioni, laboratori, showcooking, visite ai meleti e ai castelli. Nel programma trovano spazio anche mostre pomologiche e artistiche e le degustazioni dell’Enoteca di Pomaria.
Settembre e ottobre sono anche i mesi delle visite a Castel Nanno, antica fortezza trasformata nel XVI secolo in residenza rinascimentale. La visita termina nei giardini con una castagnata. La storia del maniero conserva pagine più oscure: qui si svolsero alcuni processi alle streghe tra il 1611 e il 1615, mentre la tradizione locale lega il castello alla leggenda degli amanti Melisenda e Ludovico.
Sul versante enologico, dal 20 settembre al 26 ottobre Emozioni di Groppello porta nelle cantine di Revò e Romallo alla scoperta di questo raro vitigno autoctono. Le esperienze durano circa due ore e comprendono incontri con vignaioli e mastri distillatori e una degustazione conclusiva. Il costo è di 18 euro per gli adulti e 12 euro dai 3 ai 17 anni. A Revò si può conoscere anche il lavoro della Distilleria Rossi d’Anaunia, dove le vinacce della vendemmia vengono trasformate in grappa attraverso una tradizione legata agli alambicchi in rame. Dal 9 ottobre al 15 novembre arriva poi MagnAmour, rassegna che coinvolge i ristoranti della valle con menu costruiti intorno a mele, formaggi di malga e vini locali.
Il calendario si spinge fino al 15 novembre con Eroica Val di Non, ospitata a Casa Campia, a Revò. Al centro ci sono la viticoltura eroica dei versanti della valle, gli incontri con i produttori e le degustazioni, accompagnati da una mostra dedicata ai prodotti della terra.

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Dove dormire in Val di Non
Per fermarsi qualche giorno, il 2026 porta due novità. A Malosco, l’Hotel Bel Soggiorno ha rinnovato la propria area benessere con piscina a sfioro panoramica, sauna e spazi relax. La struttura, gestita da oltre sessant’anni dalla famiglia Marini, è certificata AIC e propone anche tortei de patate, canederli e strudel in versione gluten free.
A Rumo, il rinnovato Cavallino Experience – Alpine Wellness Hotel punta invece su camere e suite dal design essenziale, piscine riscaldate interne ed esterne, infinity pool, saune, bagno turco e rituali Aufguss quotidiani. Dall’hotel partono trekking guidati ed escursioni verso le Maddalene, insieme a degustazioni e attività dedicate al territorio. È forse proprio questo il modo più piacevole di leggere la Val di Non in autunno: senza concentrare tutto in una giornata. Una passeggiata al mattino, un castello nel pomeriggio, una tavola di montagna la sera. E intorno, per qualche settimana, quel paesaggio color rame che anticipa l’inverno.

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