
Il rosso Ferrari accende Monza, anche se non basta per spegnere la stella di Verstappen. Il GP d’Italia 2023 ha offerto uno spettacolo di alto livello nel cuore del Tempio della Velocità, con una gara combattuta che ha visto Max Verstappen confermare il suo dominio, ma anche la Ferrari rispondere con orgoglio e talento.
Una partenza da sogno, un finale da campione
Carlos Sainz, in stato di grazia in qualifica, scatta dalla pole position e tiene il comando per oltre 14 giri, difendendosi con decisione da Verstappen. Poi, una leggera imprecisione offre al campione del mondo la chance perfetta per sferrare l’attacco. Da quel momento, il fuoriclasse olandese impone un ritmo irraggiungibile, firmando la sua decima vittoria consecutiva in stagione e allungando in classifica iridata con sicurezza quasi matematica.
Alle sue spalle, Sergio Perez completa la doppietta Red Bull superando nel finale proprio Sainz, che riesce comunque a salvare un podio importante sotto lo sguardo carico di passione dei tifosi italiani. Il monegasco Charles Leclerc chiude in quarta posizione, dopo aver lottato con lo stesso Sainz in un duello interno corretto ma vibrante, in pieno stile Ferrari.
Mercedes, Williams e McLaren: gli altri protagonisti
George Russell e Lewis Hamilton tagliano il traguardo in quinta e sesta posizione, gestendo una gara solida ma mai realmente da podio. Da segnalare la straordinaria prova di Alexander Albon, settimo con una Williams sempre più convincente nelle condizioni da alta velocità.
Lando Norris ottavo, davanti a un costante Fernando Alonso e a Valtteri Bottas che, con la sua Alfa Romeo, chiude la top ten e regala altri punti a Hinwil.
Il fascino eterno del Tempio della Velocità
Monza è molto più di un circuito. È un luogo dove la velocità incontra l’emozione, dove ogni curva racconta una storia, e dove il pubblico — anche senza una vittoria Ferrari — sa trasformare ogni arrivo in apoteosi. In un Mondiale dominato dalla perfezione Red Bull, il terzo posto di Sainz suona come un inno alla resistenza, alla grinta, alla bellezza dell’imperfezione combattiva.
La bandiera a scacchi non segna la fine di un sogno, ma l’inizio di una nuova rincorsa. E a Monza, ogni rincorsa ha il suono di un motore Ferrari.











