Il lusso della condivisione

Tano – Grano & Brace: nasce la “trattoria del fuoco”, un’unione di convivialità e natura a Spello

A Spello nasce Tano, una braceria contemporanea immersa nella natura umbra dove grano e fuoco si incontrano in un’esperienza autentica, conviviale e raffinata

Foto: Ufficio stampa

C’è un nuovo modo di intendere il lusso, fatto di autenticità, materia e tempo. Nasce così Tano – Grano & Brace, una braceria contemporanea immersa nella campagna umbra, a Spello, dove il paesaggio diventa parte integrante dell’esperienza. Tra vigneti, colline e silenzi, ma connesso all’energia del territorio, Tano si inserisce in un ecosistema già vivo, accanto al wine resort La Favorita e alla sua osteria, creando un luogo in cui ospitalità, cucina e convivialità si fondono in modo naturale. Qui non si viene solo per mangiare, ma per vivere un momento: un aperitivo al tramonto a bordo piscina, una cena sotto le stelle, un soggiorno lento negli appartamenti indipendenti pensati per chi cerca libertà e autenticità.

Grano e fuoco: una nuova grammatica del gusto

Il cuore del progetto è una dualità precisa e potente: il grano e la brace. Due elementi primordiali che diventano linguaggio gastronomico e identità. Da una parte, impasti a lunga lievitazione, fragranti e aromatici, capaci di raccontare il tempo e la cura; dall’altra, il fuoco, vivo e scenografico, che esalta la materia prima attraverso cotture essenziali e rispettose.

Tano non è una semplice braceria. È una “trattoria del fuoco” che supera le categorie tradizionali: non steakhouse, non pizzeria, non trattoria classica, ma un format ibrido dove arte bianca e cucina alla brace dialogano con equilibrio contemporaneo. La brace è visibile, centrale, parte della narrazione. Il forno completa l’esperienza, trasformando pane e focacce in elementi identitari, non accessori.

Foto: Ufficio stampa

Una cucina che invita alla condivisione

Il menu riflette questa doppia anima con coerenza e naturalezza, costruendo un percorso pensato per essere condiviso. Si inizia con il Tagliere di Tano, una sequenza di sapori che racconta il territorio: norcineria selezionata, focaccella calda e verdure di stagione lavorate alla brace.

La proposta si sviluppa poi attorno al fuoco, vero protagonista. Gli spiedi – dalla versione tradizionale al più ricercato spiedo nobile – esprimono una cucina diretta, fatta di croste perfette e succhi trattenuti. I tagli più importanti, come il filetto o la costata frollata, raccontano un approccio tecnico preciso, dove il controllo del calore e dei tempi diventa gesto artigianale.

Accanto alla carne, piatti come il galletto laccato o la trippa alla brace reinterpretano la tradizione con uno sguardo contemporaneo, mantenendo sempre al centro la qualità della materia prima.

Foto: Ufficio stampa

Il lusso del tempo condiviso

A guidare la cucina è lo chef Lorenzo Iannotti, mentre in sala Massimiliano Menghini costruisce un’esperienza coerente, informale ma attenta. L’ambiente riflette questa filosofia: luci calde, tavoli conviviali, ritmi rilassati. Tano è pensato per accogliere, non per impressionare. È uno spazio dove il tempo rallenta e la tavola torna a essere un gesto condiviso, quasi rituale.

In un panorama spesso dominato dall’estetica, qui il lusso è più profondo: è nella verità del fuoco, nella semplicità di un impasto perfetto, nella bellezza di stare insieme senza sovrastrutture.

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