Locanda Cipriani a Torcello: il rifugio di Hemingway torna nell’isola segreta di Venezia

Sull’isola più silenziosa della laguna veneziana riapre la Locanda Cipriani, storico rifugio amato da Hemingway e dalle grandi personalità del Novecento. Tra suite restaurate, cucina lagunare e dettagli dell’artigianato veneziano, torna un’idea di lusso intima e senza tempo

Foto da locandacipriani.com

Locanda Cipriani a Torcello torna a vivere dopo un importante intervento di restauro e riapre le sue porte sull’isola più silenziosa e affascinante della laguna veneziana. Qui, lontano dai ritmi frenetici del turismo contemporaneo, il lusso assume una forma diversa: non ostentazione, ma tempo, privacy e autenticità. Tra canali immobili, giardini fioriti e antiche architetture bizantine, la storica locanda amata da Ernest Hemingway ritrova il suo equilibrio originario, quello stesso fascino discreto che per quasi un secolo ha attirato scrittori, aristocratici, artisti e viaggiatori alla ricerca di un luogo capace di offrire ispirazione e assoluta tranquillità.

Un indirizzo unico, dove la storia non è semplicemente conservata, ma continua a essere vissuta.

Torcello, l’isola dimenticata che custodisce l’anima più autentica di Venezia

Prima ancora di diventare una destinazione amata dall’élite internazionale, Torcello era un luogo di sopravvivenza e rinascita. Abitata già nel V secolo d.C. da popolazioni provenienti dalla vicina terraferma romana in fuga dalle invasioni, l’isola rappresentò uno dei primi nuclei abitati della laguna veneziana, ed è tutt’ora ricordata come la prima culla della civiltà veneziana.

Oggi Torcello appare quasi sospesa nel tempo. Gran parte del territorio è stato riconquistato dalla natura: sentieri silenziosi attraversano le barene, canneti e specchi d’acqua ospitano aironi, cormorani e numerose specie migratorie, mentre il paesaggio conserva quella dimensione selvaggia che Venezia ha ormai quasi completamente perduto. A raccontare il passato glorioso dell’isola sono capolavori storico-artistici di un valore inestimabile, come la Basilica di Santa Maria Assunta, fondata nel VII secolo e celebre per i suoi mosaici bizantini, la Chiesa di Santa Fosca, il Museo di Torcello e il misterioso Ponte del Diavolo.

È proprio questa combinazione di storia, isolamento e bellezza naturale ad aver trasformato Torcello in una delle mete più affascinanti per chi cerca una Venezia più intima e autentica.

Foto da locandacipriani.com

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Locanda Cipriani a Torcello: la storia iniziata nel 1936 con Giuseppe Cipriani

La storia della Locanda Cipriani nasce nel 1936, quando Giuseppe Cipriani Sr., già destinato a diventare una figura leggendaria dell’ospitalità italiana grazie alla fondazione di Harry’s Bar di Venezia e all’invenzione del Bellini, acquistò una piccola enoteca sull’isola di Torcello. La trasformazione della “locanda” fu visionaria: quella semplice struttura divenne una locanda elegante, capace di unire il calore dell’accoglienza veneziana con un concetto allora innovativo di ospitalità privata e raffinata.

Dopo la Seconda guerra mondiale, la Locanda Cipriani divenne rapidamente un punto di riferimento internazionale. Il motivo? La sua capacità di offrire qualcosa di sempre più raro: discrezione. Per questa ragione, qui arrivarono personalità come Ernest Hemingway, Charlie Chaplin, Maria Callas, Paul Newman, la Regina Elisabetta e Margaret Thatcher. Non cercavano soltanto un soggiorno esclusivo, ma un rifugio lontano dagli sguardi, dove poter vivere Venezia in modo più autentico.

Come ha raccontato Arrigo Cipriani: «Torcello, anima della laguna di Venezia».

Foto da locandacipriani.com

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Hemingway a Torcello: il luogo dove nacque una delle sue storie veneziane più intime

Il legame tra Hemingway e la laguna veneziana è uno dei capitoli più affascinanti della storia della Locanda Cipriani. Lo scrittore americano arrivò a Venezia nel 1948, soggiornando inizialmente al The Gritti Palace, storico hotel affacciato sul Canal Grande dove ancora oggi vengono conservate testimonianze delle sue visite.

Ma fu Torcello a conquistarlo davvero. Nel novembre dello stesso anno Hemingway si trasferì alla Locanda Cipriani, consigliata come luogo ideale per scrivere e trovare ispirazione. Qui trascorse mesi immerso nei ritmi lenti della laguna, tra battute di caccia nelle barene, passeggiate nei canneti e lunghe conversazioni accompagnate da vini italiani. Proprio a Torcello lavorò al romanzo Di là dal fiume e tra gli alberi, opera profondamente legata ai paesaggi veneti e alla dimensione malinconica della laguna.

Hemingway era certamente uno scrittore controverso, a cui nel corso degli anni è stata associata una reputazione complessa: quella di un uomo dal carattere dominante, spesso accusato di machismo e atteggiamenti misogini, spaccone, scrittore di superficie. Eppure, lontano dall’immagine pubblica ingombrante, amava la semplicità sofisticata della vita sull’isola veneziana: le cene a base di cacciagione, il pesce della laguna, il silenzio interrotto soltanto dal movimento dell’acqua. Giuseppe Cipriani gli fece conoscere anche il Valpolicella, vino che lo scrittore apprezzò particolarmente e che divenne parte dei suoi rituali veneziani.

In un testo dedicato a Torcello scrisse: «Per noi che amiamo la laguna, non fa differenza che Attila si sia seduto su quella sedia oppure no. Mi basta sapere che vi si è seduto Cipriani.» Una frase che racconta perfettamente il valore simbolico della Locanda: non un semplice luogo fisico, ma un punto d’incontro tra memoria, cultura e immaginazione.

Foto: Pinterest

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Le suite della Locanda Cipriani Torcello: un’eleganza veneziana sospesa nel tempo

Con la nuova riapertura, la Locanda Cipriani di Torcello rinnova i suoi ambienti con un intervento capace di valorizzare il passato senza alterarne l’anima più autentica. Qui il lusso non è mai ostentazione, ma una ricerca raffinata dei dettagli, dei materiali e delle storie custodite negli oggetti che abitano gli spazi.

A impreziosire gli interni sono i celebri lampadari Venier, autentici simboli dell’arte vetraria veneziana. Realizzati secondo la tradizione artigianale di Murano, questi capolavori in vetro soffiato racchiudono secoli di sapere: strutture leggere decorate con dettagli floreali, eleganti volute in cristallo trasparente e preziose finiture in foglia d’oro che catturano la luce creando riflessi sempre diversi. Il loro fascino nasce dalla stessa storia del vetro di Murano, una delle espressioni più raffinate dell’artigianato italiano. Prodotto sull’isola veneziana fin dal XIII secolo, il vetro muranese è il risultato di tecniche tramandate nei secoli, spesso custodite gelosamente dalle famiglie di maestri vetrai. Lavorazioni a caldo, incisioni, smalti e dorature hanno reso questo materiale un simbolo di eleganza riconosciuto in tutto il mondo. Alla Locanda Cipriani, questi dettagli dialogano con dipinti antichi, stampe d’epoca e reperti archeologici inseriti nelle boiserie del ristorante, creando un equilibrio raro tra memoria e contemporaneità.

Ogni suite si apre poi sul paesaggio circostante, trasformando la laguna nella vera protagonista dell’esperienza. Dalle finestre si ammirano il giardino, il celebre roseto della Locanda e i canali che circondano Torcello, mentre la luce veneziana modifica continuamente colori e atmosfere durante la giornata.

Un soggiorno alla Locanda Cipriani diventa così un viaggio nell’eleganza più autentica di Venezia: un incontro tra artigianato, storia e natura, dove ogni dettaglio racconta il privilegio di abitare un luogo fuori dal tempo.

Foto da locandacipriani.com

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Cucina veneziana, natura e privacy: l’esperienza esclusiva della Locanda Cipriani

Anche la proposta gastronomica conserva il legame profondo con il territorio. Il ristorante della Locanda Cipriani celebra la cucina veneziana attraverso ingredienti locali: granseole, ombrine, mazzancolle, capesante, seppie, schie e le celebri castraure della laguna. Tra i piatti simbolo resistono il risotto alla Torcellana, preparato con le verdure dell’Orto della Locanda, l’Ombrina con Salsa alla Carlina, nata dalla tradizione dell’Harry’s Bar, e l’immancabile meringa Cipriani.

Ma l’esperienza più preziosa resta quella legata al luogo. A Torcello il tempo scorre lentamente: si cammina lungo sentieri immersi nella natura, si osservano gli uccelli migratori, si esplora la laguna in barca e si assiste a tramonti che trasformano l’acqua in una superficie dorata. La nuova vita della Locanda Cipriani non è soltanto la riapertura di un hotel storico, ma il ritorno di un’idea di lusso sempre più ricercata: la possibilità di fermarsi, respirare e vivere un luogo con autenticità. Perché in una Venezia sempre più veloce, Torcello continua a custodire il privilegio più raro: il silenzio.

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