
La Svizzera, con la sua economia solida, il sistema di welfare avanzato e un alto tenore di vita, continua a rappresentare un mercato del lavoro molto attrattivo, specialmente per i lavoratori provenienti dall’Italia e da altri paesi limitrofi. Nonostante ciò, esistono ancora alcune professioni che risultano particolarmente difficili da coprire con lavoratori residenti, segnando una persistente carenza di manodopera locale. Questi lavori, pur essendo spesso impegnativi o poco apprezzati, offrono retribuzioni molto competitive, tanto da essere definiti come posizioni “strapagate” ma “indesiderate” dagli svizzeri. Di seguito, un approfondimento sulle opportunità occupazionali meno ambite nel contesto elvetico e sulle ragioni che spingono molti lavoratori frontalieri, in particolare italiani, a ricoprire questi ruoli.
Le professioni meno desiderate ma ben remunerate in Svizzera
Il muratore è una delle figure più richieste nel panorama lavorativo svizzero ma anche una delle meno ambite dagli svizzeri. Lo stipendio medio varia tra i 4.500 e i 5.500 franchi svizzeri mensili. Nonostante la retribuzione considerevole, il lavoro è caratterizzato da un elevato sforzo fisico e condizioni spesso difficili, come il lavoro all’aperto in condizioni climatiche variabili. Per questo molti residenti svizzeri preferiscono evitare queste mansioni, lasciando spazio a lavoratori frontalieri, soprattutto italiani, che trovano remunerazioni molto vantaggiose rispetto al mercato del lavoro nel loro paese d’origine.
Nel settore sanitario, la figura dell’Operatore Socio Sanitario (equivalente svizzero dell’“assistente di cura”) è fondamentale per il funzionamento di ospedali e strutture assistenziali. La Svizzera offre salari tra i 3.500 e i 4.500 franchi al mese, nettamente superiori rispetto agli stipendi italiani, che si aggirano mediamente tra 1.200 e 1.500 euro mensili. Nonostante ciò, la professione è poco ambita dagli svizzeri a causa dell’impegno fisico, dei turni frequentemente notturni o festivi, e dello stress associato all’assistenza diretta a persone fragili. Anche in questo caso, il personale italiano frontaliero rappresenta una percentuale significativa della forza lavoro, colmando il gap di offerta interna.

Il settore della ristorazione in Svizzera è fortemente dipendente da manodopera straniera, in particolare italiana, per coprire molte posizioni di cameriere. Lo stipendio può arrivare fino a 4.900 franchi al mese, ma la maggior parte dei datori di lavoro tende a offrire salari più bassi rispetto ai minimi contrattuali richiesti dai lavoratori locali, rendendo la posizione poco appetibile per i residenti svizzeri. I frontalieri italiani, pur accettando salari inferiori rispetto ai colleghi svizzeri, trovano comunque remunerazioni vantaggiose, soprattutto considerando il costo della vita in Italia più contenuto rispetto alla Svizzera.
Il lavoro di operaio in fabbrica è un altro settore nel quale la mancanza di candidati svizzeri è evidente, specialmente per turni notturni o mansioni faticose. Gli stipendi oscillano tra i 4.500 e i 5.800 franchi svizzeri mensili, ma il ricorso ai frontalieri permette alle aziende di contenere i costi del personale. La posizione di falegname, pur offrendo stipendi tra i 3.600 e i 5.500 franchi, soffre di un calo di interesse tra i giovani svizzeri, che preferiscono lavori meno manuali e più tecnologici, aumentando così la richiesta di specializzati stranieri.











