Gli animali domestici diventano un lusso? La nuova regola che cambia la vita (e i costi) dei padroni

L’Unione europea ha compiuto un passo decisivo verso un miglioramento sostanziale delle condizioni di vita degli animali domestici.

di Roberto Arciola | 2 Dicembre 2025
Nuove norme UE per cani e gatti: focus su microchip e tracciabilità(www.luxurypretaporter.it)

Il Parlamento europeo e il Consiglio dell’UE hanno infatti raggiunto un’intesa definitiva sul nuovo pacchetto normativo che entrerà in vigore nel 2028, introducendo regole più rigorose e uniformi per la gestione di cani e gatti, gli animali da compagnia più diffusi nel continente. Questa riforma rappresenta una risposta concreta a una richiesta crescente da parte dei cittadini europei, di cui il 44% possiede un animale domestico e il 75% auspica maggiori tutele.

Le nuove disposizioni dell’Unione europea prevedono l’obbligo di microchip per tutti i cani e gatti presenti nel territorio comunitario, con conseguente registrazione in banche dati nazionali interoperabili tra tutti i Paesi membri. Questa misura si estende anche agli animali importati da Paesi terzi, che dovranno essere dotati di microchip prima dell’ingresso nell’Unione. L’obiettivo primario è garantire una tracciabilità efficiente e un controllo sanitario uniforme, rendendo possibile l’accesso a informazioni dettagliate che vanno dal profilo sanitario ai certificati vaccinali, fino alle caratteristiche comportamentali rilevanti.

Questa novità legislativa rappresenta un salto qualitativo nella lotta contro i traffici illeciti di animali e nella tutela della salute pubblica e animale, andando a colmare le lacune esistenti nelle normative nazionali che fino ad oggi hanno mostrato una certa frammentazione. La normativa si applicherà a tutti i trasferimenti di animali domestici nell’Unione, anche se non commerciali, per evitare tentativi di elusione dei controlli.

Divieti rigorosi per allevamenti e accoppiamenti

Un altro aspetto centrale del pacchetto riguarda la tutela della salute genetica degli animali domestici. Bruxelles ha stabilito divieti stringenti sugli accoppiamenti tra animali imparentati, inclusi genitori con figli, nonni con nipoti e tra fratelli (anche mezzi fratelli), per ridurre il rischio di malattie ereditarie e problemi legati alla consanguineità. Sono ammesse solo eccezioni per razze rare e specifiche di determinate aree geografiche.

Saranno inoltre vietate le selezioni genetiche finalizzate esclusivamente a caratteristiche estetiche che compromettono la salute degli animali, così come l’accoppiamento tra specie diverse. La normativa proibisce anche mutilazioni non terapeutiche come il taglio di orecchie, code e artigli, pratica diffusa soprattutto a scopi commerciali ma altamente dannosa per il benessere animale.

Per quanto riguarda le condizioni di detenzione, il regolamento introduce divieti netti sull’uso di collari a strozzo e a punte, e sull’ancoraggio permanente degli animali alla catena, considerata una pratica lesiva della loro dignità e salute psicofisica.

L’entrata in vigore delle nuove regole è prevista per il 2028. Gli operatori commerciali come allevatori, venditori e rifugi avranno un periodo transitorio di quattro anni per adeguarsi alle nuove disposizioni. Per i privati, invece, i tempi sono più dilatati: le norme diventeranno vincolanti per i cani già presenti in famiglia dopo dieci anni dall’entrata in vigore e per i gatti solo dopo quindici anni. Questo approccio graduale mira a facilitare la transizione, limitando impatti eccessivi sul tessuto sociale ed economico.

Il settore degli animali da compagnia in Europa rappresenta un mercato di oltre 30 miliardi di euro, comprendente alimenti, servizi e accessori, con circa 90 milioni di cani e 108 milioni di gatti stimati sul territorio europeo. L’armonizzazione normativa è destinata a influenzare positivamente anche la sicurezza sanitaria e la qualità dei prodotti offerti, offrendo certezze maggiori ai consumatori e agli operatori del settore.

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