VITICOLTURA E TERRITORIO

Albino Armani e la vigna che sussurra al paesaggio

Ci sono luoghi dove il vino non è solo frutto della terra, ma voce del paesaggio

Foto: Ufficio Stampa

In Vallagarina, tra i pendii che accarezzano il Monte Baldo, si rinnova questo dialogo antico tra uomo e natura. E a raccontarlo, con la passione di chi custodisce secoli di tradizione, sarà Albino Armani, ospite d’onore de La Vigna Eccellente 2025 — la manifestazione che ogni anno celebra il Marzemino e i valori autentici della viticoltura trentina.

Un dialogo tra viticoltura e territorio

Dal 1° al 5 ottobre, Isera diventa teatro di un incontro dove la cultura del vino incontra la riflessione sul futuro. Giovedì 2 ottobre, durante il convegno “Incontri e racconti in Vallagarina – Esperienze e competenze a confronto per una progettualità di territorio”, Albino Armani prenderà la parola in una tavola rotonda che promette di intrecciare idee, visioni e prospettive. Il tema centrale è quello dei “territori fragili”, un concetto che Armani stesso aveva introdotto nel 2024 sul Monte Baldo: territori dove la viticoltura diventa un gesto di resistenza, un atto d’amore verso un paesaggio che non si conquista, ma si ascolta.

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La montagna come laboratorio culturale

Nel pensiero di Albino Armani, la montagna non è un limite ma un orizzonte: un luogo dove la viticoltura si fa cultura, dove ogni vite piantata diventa parte di un equilibrio sottile tra uomo e natura. “Il vino è solo una delle espressioni autentiche di un paesaggio che respira insieme a chi lo coltiva”, ama ripetere il produttore, che da anni porta avanti un modello di agricoltura capace di generare valore nel rispetto della biodiversità e delle comunità locali. Accanto a lui, Elisabetta Foradori — pioniera dell’agricoltura biodinamica — e Albino Brunoli della Cantina Sociale di Mori Colli Zugna, daranno voce a una visione condivisa: quella di un’agricoltura che non consuma il paesaggio, ma lo tramanda.

Foto: Ufficio Stampa

Verso una Carta dei Valori del paesaggio

Durante il convegno, le istituzioni — rappresentate dal sindaco di Brentonico Mauro Tonolli e dall’assessore provinciale Mattia Gottardi — presenteranno i progressi del progetto di una Carta dei Valori. Un documento che ambisce a diventare manifesto operativo per la tutela dei paesaggi viticoli, la valorizzazione delle aree marginali e la costruzione di un modello di sviluppo sostenibile e condiviso. Ad aprire i lavori sarà Alessandro De Bertolini, ricercatore della Fondazione Museo Storico del Trentino, con un intervento dal titolo evocativo: “Il contadino di montagna, costruttore di paesaggi”. Un titolo che racchiude l’essenza stessa del progetto di Albino Armani: trasformare la viticoltura di montagna in un racconto di identità, cura e bellezza, dove il vino diventa testimone di un’armonia possibile.

Foto: Ufficio Stampa

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