Cultura moda

Chanel Philosophy: la visione di Coco Chanel raccontata in un libro

In uscita il 12 novembre 2026 per White Star, il volume firmato da Mara Cappelletti ripercorre l’eredità creativa di Gabrielle Chanel attraverso documenti storici, fotografie d’archivio e testimonianze inedite

Foto: Ufficio stampa

Il pensiero di Gabrielle “Coco” Chanel torna protagonista dell’editoria con Chanel Philosophy, il nuovo volume scritto da Mara Cappelletti e pubblicato da White Star, disponibile dal 12 novembre 2026. Attraverso materiali d’archivio, fotografie storiche e interviste esclusive, il libro approfondisce la filosofia della stilista francese, con particolare attenzione agli accessori, ai bijoux e alla gioielleria.

Chanel Philosophy: la moda come espressione di libertà

Per comprendere l’eredità di Coco Chanel occorre partire da un principio che ha accompagnato tutta la sua carriera: l’eleganza doveva adattarsi alla vita delle donne, e non il contrario. Una convinzione che, nel corso del Novecento, avrebbe contribuito a trasformare profondamente il guardaroba femminile e il rapporto tra abbigliamento, corpo e identità.

Chanel apparteneva a una generazione in cui l’immagine della donna era ancora legata a convenzioni precise. La sua proposta stilistica introdusse un linguaggio differente, costruito attorno alla libertà di movimento, alla semplicità delle linee e a una concezione dell’eleganza lontana dagli eccessi ornamentali. La sua rivoluzione riguardava tanto il modo di vestire quanto quello di vivere. Gli abiti diventavano strumenti attraverso cui esprimere indipendenza, carattere e una nuova consapevolezza di sé. Una trasformazione culturale che avrebbe influenzato generazioni di designer, contribuendo a definire alcuni dei principi ancora oggi associati alla maison.

È proprio questa dimensione del suo lavoro che Chanel Philosophy intende approfondire. Il libro considera la moda come parte di una visione personale più ampia, nella quale ogni scelta estetica rispondeva a un’idea precisa di femminilità.

Foto: Ufficio stampa Pag. 208 Grzegorz Czapski/Alamy Foto Stock

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Coco Chanel e il significato dell’eleganza moderna

L’aspetto più interessante della filosofia di Chanel risiede nella capacità di mettere in discussione le abitudini del proprio tempo, senza rinunciare alla ricercatezza. La stilista comprese che la modernità richiedeva un guardaroba più vicino alle esigenze quotidiane, capace di accompagnare una donna nei diversi momenti della giornata.

Questa impostazione cambiò anche il significato attribuito al lusso. Il valore di un capo non dipendeva necessariamente dalla sua complessità, ma dalla qualità del progetto, dalle proporzioni e dalla naturalezza con cui poteva essere indossato. La sua idea di stile privilegiava la riconoscibilità rispetto all’ostentazione. Una scelta che emergeva nella costruzione degli abiti, nell’attenzione ai dettagli e soprattutto nel modo di accostare elementi apparentemente distanti.

Il risultato fu un’estetica capace di attraversare epoche differenti, conservando una propria identità. Ancora oggi, molti dei codici associati a Chanel derivano da questa ricerca di equilibrio tra praticità e desiderio, tra rigore e libertà espressiva.

Foto: Ufficio stampa Cover e retro del volume Chanel Philosophy ©White Star s.r.l.
Tim Graham Photo Library/Getty Images

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Gli accessori e la gioielleria nella filosofia Chanel

Una parte centrale di Chanel Philosophy è dedicata a un aspetto particolarmente significativo della produzione della stilista: il rapporto con gli accessori, i bijoux e la gioielleria. Per Chanel, il gioiello non doveva necessariamente seguire le gerarchie tradizionali dell’alta gioielleria. Il suo interesse si concentrava anche sulle possibilità decorative ed espressive dell’oggetto, sulla libertà di accostamento e sulla capacità di trasformare un insieme di elementi in uno stile personale.

La scelta di attribuire valore estetico alla bigiotteria rappresentò una rottura rispetto alle convenzioni del tempo. Il fascino di un accessorio poteva risiedere nel disegno e nella personalità di chi lo indossava, indipendentemente dal valore intrinseco dei materiali. Perle, catene e ornamenti divennero così elementi riconoscibili di un linguaggio in cui il gioiello partecipava alla costruzione dell’intera silhouette. L’accessorio acquistava una funzione precisa, contribuendo a definire il carattere dell’abbigliamento.

Questa libertà creativa permise a Chanel di esplorare possibilità che spesso si collocavano al di fuori delle consuetudini dei gioiellieri tradizionali. Il libro approfondisce proprio tale approccio, mostrando come la ricerca sugli ornamenti fosse strettamente collegata alla sua concezione della moda.

Foto: Ufficio stampa Pag. 60 Fairchild Archive/Penske Media/Getty Images
Pag. 61 Hprints

Chanel Philosophy: documenti storici e interviste inedite

Il volume pubblicato da White Star ricostruisce l’universo creativo di Gabrielle Chanel attraverso un percorso documentario che affianca materiali d’archivio, modelli storici e fotografie. Accanto alle testimonianze visive trovano spazio interviste inedite a designer, sociologi e specialisti d’asta, chiamati a offrire prospettive differenti sull’eredità della stilista.

La presenza di queste figure permette di osservare il fenomeno Chanel da punti di vista complementari. Il design aiuta a comprenderne il linguaggio creativo, la sociologia ne considera l’influenza sulle trasformazioni del costume, mentre il mondo delle aste offre una prospettiva sul valore storico e collezionistico degli oggetti. L’interesse del libro risiede anche in questa pluralità di letture. La storia della maison viene collegata all’evoluzione del gusto e al cambiamento della società, mostrando quanto il pensiero di Chanel abbia superato i confini della produzione di abbigliamento.

Ne emerge una figura la cui influenza continua a essere studiata attraverso discipline differenti, dalla storia della moda a quella del gioiello.

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Mara Cappelletti e la storia del gioiello

A firmare Chanel Philosophy è Mara Cappelletti, storica del gioiello, scrittrice e curatrice indipendente di mostre, già autrice di numerose pubblicazioni dedicate alla gioielleria e all’orologeria. Laureata all’Università IULM di Milano, Cappelletti ha approfondito la propria formazione presso il Sotheby’s Institute of Art di Londra, specializzandosi nello studio storico del gioiello.

Dal 2019 insegna storia del gioiello presso l’Università degli Studi di Milano ed è membro della British Society of Jewellery Historians. La sua attività editoriale si sviluppa tra Italia e mercato internazionale, con particolare attenzione al rapporto tra oggetti preziosi, cultura e identità dei grandi marchi. Il nuovo libro prosegue un percorso già avviato con Rolex Philosophy e Hermès Philosophy, altri due titoli della stessa serie. Pubblicazioni accomunate dall’interesse per le idee e le scelte creative che hanno contribuito a costruire l’identità di alcune delle più celebri maison.

Nel caso di Chanel, l’esperienza dell’autrice nello studio della gioielleria assume un significato particolare, considerando il ruolo che bijoux e accessori hanno avuto nell’elaborazione dell’estetica della stilista francese.

Foto: Ufficio stampa Ritratto Mara Cappelletti_Courtesy of Marco Vagnetti

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Un nuovo volume per raccontare l’eredità di Chanel

L’uscita di Chanel Philosophy, prevista per il 12 novembre 2026, si inserisce nel catalogo di White Star, casa editrice italiana fondata nel 1984 e specializzata in pubblicazioni illustrate dedicate all’arte, alla fotografia, ai viaggi e al lifestyle.

La dimensione visiva costituisce un elemento importante del progetto editoriale: fotografie e documenti permettono di osservare da vicino l’evoluzione di un linguaggio creativo che continua a occupare un posto centrale nella cultura della moda.

Il volume offre così l’occasione di tornare alle origini del pensiero di Gabrielle Chanel, considerando gli abiti e gli accessori come manifestazioni di una stessa idea di eleganza.

Una filosofia nella quale la libertà personale, il gusto e la funzionalità diventano parte di un unico linguaggio, capace di spiegare perché l’eredità di Coco Chanel continui a essere oggetto di studio e interpretazione.

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