Lusso silenzioso

Executive Spa Hotel, il lusso silenzioso nel cuore della Motor Valley

Nel cuore della Motor Valley, Executive Spa Hotel racconta un’altra Emilia tra wellness, design italiano, cucina stellata e il privilegio di rallentare

Foto: Ufficio stampa

A pochi chilometri da Maranello il rumore ha un significato preciso. È quello dei motori, della velocità, di un territorio che ha costruito parte della propria identità attorno alle automobili più desiderate al mondo. Eppure basta arrivare a Fiorano Modenese perché, dietro una porta, il ritmo possa cambiare completamente. Qui c’è un indirizzo che sembra aver fatto della sottrazione la propria idea di lusso: Executive Spa Hotel.

Niente ostentazione, nessuna necessità di ricordare continuamente all’ospite dove si trova. Piuttosto sale rosa dell’Himalaya, oli caldi, luce che entra dalle grandi vetrate, design italiano, una cena che può concludersi guardando il cielo sopra l’Appennino. È quella forma di ospitalità che oggi potremmo definire “quiet luxury”, se l’espressione non fosse ormai utilizzata per raccontare quasi tutto. In questo caso, però, il silenzio è davvero parte dell’esperienza.

Executive Spa Hotel a Fiorano Modenese, quarant’anni e una nuova idea di ospitalità

La storia comincia nel 1985, quando Marcello Masi apre quello che all’epoca era il primo hotel quattro stelle della zona. Quarant’anni più tardi, la struttura è diventata un quattro stelle superior profondamente trasformato, ma il filo che unisce le diverse epoche è rimasto sorprendentemente coerente: immaginare un’eleganza raffinata senza renderla rigida.

È forse questo a rendere Executive interessante oggi. Perché mentre l’hôtellerie internazionale cerca nuove definizioni di esclusività, qui il lusso viene ricondotto a elementi estremamente concreti: spazio, tempo, benessere, buon cibo e attenzione ai dettagli. Il risultato è un hotel che appartiene alla Motor Valley senza volerla imitare e alla Food Valley senza trasformare la gastronomia in folklore. Piuttosto, ne interpreta entrambe le anime attraverso un linguaggio contemporaneo.

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La spa dell’Executive Spa Hotel: 400 mq in cui dimenticare il tempo

Il passaggio più netto avviene entrando nel centro wellness. Sono 400 metri quadrati nei quali il benessere viene costruito attraverso temperature, profumi, silenzi e rituali: sauna finlandese, bagno turco, doccia emozionale, cascata di ghiaccio, percorsi sensoriali e grotta di sale rosa dell’Himalaya. Quattro sale sono dedicate ai trattamenti viso e corpo, mentre una Private Spa offre idromassaggio, bagno turco, doccia relax e trattamenti di coppia prima di arrivare alla stanza del silenzio.

Tra i rituali più particolari c’è l’Abhyangam, trattamento di tradizione ayurvedica eseguito per 75 minuti attraverso movimenti fluidi e oli caldi provenienti dall’India. Poi il Kyokutē, letteralmente musica delle mani, massaggio facciale di ispirazione orientale che lavora su muscoli, tessuti ed equilibrio emotivo. Due esperienze lontane geograficamente, ma perfettamente inserite in una concezione del wellness che non vuole semplicemente riempire il soggiorno di attività: vuole rallentarlo.

Ed è probabilmente questo il dettaglio più contemporaneo. Il benessere non viene trattato come una parentesi da un’ora tra due appuntamenti, ma come una diversa percezione della giornata.

Executive Spa Hotel tra fitness, yoga e benessere personalizzato

Per chi associa il benessere al movimento, la filosofia cambia ancora. La palestra integra una digital fitness area e attrezzature Technogym, con programmi personalizzati seguiti da personal trainer e nutrizionista, piani alimentari individuali e corsi di yoga e pilates. La tecnologia permette inoltre di scegliere differenti training experience e contenuti di allenamento on demand.

Il punto non è proporre una formula identica a tutti, ma riconoscere che il relax può avere forme differenti. Per qualcuno significa una sauna seguita dalla stanza del silenzio; per qualcun altro un allenamento al mattino. Per altri ancora significa semplicemente una chaise longue, una tisana e la possibilità – oggi decisamente sottovalutata – di non dover fare nulla.

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ALTO, il ristorante stellato dove il soffitto lascia spazio alle stelle

Poi arriva la sera e l’esperienza cambia quota. Sul rooftop dell’hotel, ARIA Cocktail Bar accompagna verso il tramonto attraverso le sue grandi superfici di cristallo e la vista che raggiunge il profilo degli Appennini. Ma è entrando da ALTO che l’architettura comincia realmente a giocare con il paesaggio.

Il ristorante guidato dallo chef Mattia Trabetti, Stella MICHELIN, dispone infatti di un soffitto a moduli basculanti che può aprirsi sul firmamento. La città, le colline appenniniche e la Basilica della Beata Vergine del Castello di Fiorano diventano parte della scenografia naturale della cena. Per chi cerca un’esperienza ancora più raccolta, il progetto prevede anche una chef table in cucina riservata a due ospiti.

Ma sarebbe riduttivo fermarsi all’effetto scenico. La cucina di Trabetti nasce dal territorio emiliano per allontanarsene e ritornarvi continuamente, cercando una lettura contemporanea delle radici. È proprio questo equilibrio a evitare l’effetto “tradizione da cartolina”: l’Emilia rimane riconoscibile, ma viene raccontata con un vocabolario diverso.

EXÉ Restaurant e Paolo Balboni, l’altra anima gastronomica dell’hotel

Al piano terra l’atmosfera cambia ancora. EXÉ Restaurant, affidato allo chef Paolo Balboni, rappresenta l’anima più conviviale dell’offerta gastronomica. Qui la cucina italiana viene reinterpretata partendo dalla qualità della materia prima e da un rapporto più immediato con il piacere della tavola. La cantina supera le 400 etichette e alla proposta si aggiungono pizze gourmet realizzate con farine antiche macinate a pietra e ingredienti selezionati.

Ed EXÉ possiede anche una dimensione più sperimentale e stagionale. Nell’autunno 2026 torna, per esempio, MercoleGrill, progetto con cui Balboni porta la brace al centro di tre appuntamenti: il Beef Club del 7 ottobre, una serata dedicata ai funghi l’11 novembre e un viaggio gastronomico nelle Langhe il 2 dicembre. Tre interpretazioni differenti del fuoco, dalla carne ai profumi del sottobosco fino a tartufo e grandi rossi piemontesi.

Un dettaglio interessante perché racconta come l’hotel non sia pensato soltanto per chi vi soggiorna. La gastronomia diventa un modo per costruire un rapporto anche con il territorio e con chi abita intorno alla struttura.

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Le 64 camere dell’Executive Spa Hotel raccontano il design italiano

Quando si torna in camera, il linguaggio cambia nuovamente ma la ricerca rimane la stessa. L’hotel conta 64 camere, di cui cinque suite, e utilizza il design non come semplice decorazione, ma come elemento dell’esperienza.

Ci sono i tessuti e gli arredi Rubelli, le superfici ceramiche Florim, l’illuminazione Flos e una serie di soluzioni tecnologiche che avvicinano la struttura al concetto di smart hotel. Il check-in può essere effettuato da casa e l’accesso alla camera avviene tramite smartphone. Parallelamente, la struttura ha adottato politiche plastic free, detergenti biologici e sistemi orientati alla riduzione dell’impatto ambientale e dei consumi energetici.

È un equilibrio non sempre semplice da raggiungere: tecnologia senza trasformare l’ospitalità in qualcosa di impersonale, sostenibilità senza utilizzarla come elemento puramente narrativo, design senza creare camere bellissime da fotografare ma poco piacevoli da abitare.

Un altro modo di scoprire l’Emilia

Forse, però, la parte più interessante dell’Executive Spa Hotel è ciò che racconta del luogo in cui si trova. Fiorano Modenese non nasce come destinazione turistica tradizionale. Per molti è una tappa all’interno di un itinerario che conduce verso Maranello, Modena, le aziende della Motor Valley o le eccellenze gastronomiche della regione. Executive prova a invertire questa prospettiva e trasformare il passaggio in permanenza.

Per farlo non costruisce un mondo estraneo all’Emilia, ma ne mette insieme alcune delle contraddizioni più affascinanti. La velocità dei motori e la lentezza di un trattamento ayurvedico. La tecnologia e l’artigianalità. Il design contemporaneo e i richiami ai maestri italiani degli anni Cinquanta. La cucina stellata e il rito quasi primitivo della brace.

Alla fine, il vero privilegio potrebbe essere proprio questo: avere tempo senza sentire il bisogno di riempirlo. Un aperitivo mentre il sole scende sull’Appennino, una cena sotto un soffitto che improvvisamente lascia entrare le stelle, il silenzio dopo un massaggio.

A pochi chilometri da uno dei luoghi che hanno trasformato la velocità italiana in un mito internazionale, Executive Spa Hotel sembra suggerire il contrario: qualche volta il lusso più desiderabile comincia esattamente quando si decide di rallentare.

Foto: Ufficio stampa

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