
Tra le montagne piemontesi sopravvive un patrimonio architettonico che racconta una stagione in cui la villeggiatura era sinonimo di eleganza, cultura e mondanità discreta. A Torre Pellice, nel cuore della Val Pellice, le ville Liberty conservano ancora oggi il fascino della Belle Époque, restituendo il ritratto di un luogo che, tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, attirava l’alta borghesia torinese e numerosi ospiti italiani e internazionali.
Oggi questo patrimonio torna protagonista grazie a un nuovo itinerario promosso dal Consorzio Turistico Pinerolese e Valli insieme al Comune di Torre Pellice, in collaborazione con In Val Pellice. Un percorso che invita a riscoprire un volto raffinato e ancora poco conosciuto del Piemonte, dove architettura, paesaggio e memoria dialogano in un’esperienza culturale capace di raccontare il territorio attraverso la sua identità più autentica.
Il progetto nasce in un momento in cui il turismo culturale ed esperienziale continua a conquistare viaggiatori alla ricerca di luoghi autentici, lontani dai percorsi più battuti. In questo scenario, Torre Pellice amplia la propria proposta valorizzando un patrimonio architettonico rimasto a lungo in secondo piano e affiancando alla sua consolidata identità storica un itinerario dedicato alla stagione più elegante della sua evoluzione urbana.

Quando la villeggiatura disegnava il paesaggio
Tra la Belle Époque e gli anni Trenta del Novecento, la Val Pellice visse una stagione di straordinario fermento. Il clima mite, la vicinanza con Torino e la bellezza del paesaggio alpino trasformarono Torre Pellice in una delle mete di villeggiatura più apprezzate dell’epoca, frequentata da famiglie della borghesia e dell’aristocrazia che sceglievano la valle come rifugio estivo.
Fu proprio questa presenza a ridisegnare il volto della cittadina. Accanto alle residenze storiche sorsero ville signorili e villini immersi nel verde, progettati secondo il gusto Liberty e arricchiti da influenze eclettiche che ancora oggi ne definiscono l’identità. L’architettura non rappresentava soltanto un esercizio estetico, ma interpretava un nuovo modo di vivere il tempo libero, il paesaggio e la socialità.
Passeggiare oggi tra queste dimore significa ripercorrere una pagina della storia piemontese in cui natura, cultura e benessere convivevano in un equilibrio che conserva ancora oggi un fascino senza tempo.
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L’eredità di Ermanno Ceresole
Tra i protagonisti di questa trasformazione emerge la figura di Ermanno Ceresole, geometra originario di Torre Pellice, autore di numerosi progetti realizzati tra gli anni Venti e Trenta del Novecento.
Le sue opere, influenzate anche dall’eredità progettuale del professore Alfieri Genta, si distinguono per un linguaggio elegante, capace di fondere richiami Liberty ed elementi eclettici in edifici perfettamente inseriti nel paesaggio della valle. Le facciate decorate, le proporzioni armoniose e la cura dei dettagli testimoniano una stagione di grande vivacità culturale e architettonica, oggi restituita ai visitatori attraverso un percorso che valorizza non soltanto gli edifici, ma anche il contesto storico in cui nacquero.

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Un itinerario tra dimore storiche e luoghi simbolo
Il nuovo percorso conduce i visitatori alla scoperta di alcune delle architetture più rappresentative di Torre Pellice. Tra le tappe principali figura il Complesso Morè, nato dall’incontro tra la storica azienda dolciaria di famiglia, fondata nel 1886, e la residenza privata realizzata nei primi decenni del Novecento. Un esempio significativo di come attività produttiva, impresa familiare e ricerca architettonica abbiano convissuto armoniosamente, dando vita a uno degli edifici più caratteristici del territorio.
Accanto alle dimore private trova spazio anche il Tennis Club, inaugurato nel 1932, simbolo della vivace vita sociale che caratterizzava Torre Pellice negli anni della villeggiatura. Più che un semplice impianto sportivo, rappresentava un luogo d’incontro dove relazioni, cultura e tempo libero contribuivano a definire uno stile di vita elegante e cosmopolita.
Ogni edificio racconta così una storia diversa, componendo un mosaico che restituisce l’immagine di una località capace di interpretare il gusto e le aspirazioni di un’intera epoca.
Un’esperienza che va oltre la visita
L’itinerario non si limita alla scoperta delle ville storiche, ma propone un’immersione nel territorio attraverso un approccio che unisce patrimonio culturale, paesaggio e tradizione gastronomica.
La giornata comprende infatti un pranzo dedicato ai sapori della Val Pellice presso il ristorante del Club Area Sport e Movimento, seguito da tempo libero per passeggiare nel centro storico, visitare il paese e lasciarsi guidare dal ritmo lento che caratterizza questa parte del Piemonte.
Per chi desidera prolungare l’esperienza, è inoltre possibile organizzare un soggiorno nel territorio, trasformando la visita in un’occasione per conoscere più a fondo la valle, le sue tradizioni e la sua identità culturale.

Il lusso dell’autenticità
Negli ultimi anni il concetto di lusso si è progressivamente allontanato dall’idea di esclusività fine a se stessa, per avvicinarsi a esperienze capaci di generare conoscenza, emozione e autenticità.
Il nuovo itinerario dedicato alle ville Liberty di Torre Pellice interpreta perfettamente questa evoluzione. Non propone semplicemente una visita guidata, ma restituisce valore a un patrimonio architettonico rimasto per lungo tempo ai margini dei grandi circuiti turistici, offrendo una chiave di lettura inedita di uno dei territori più affascinanti del Piemonte.
Le visite prenderanno il via l’11 luglio e proseguiranno con nuovi appuntamenti il 12 settembre e il 10 ottobre, offrendo l’opportunità di scoprire un patrimonio che racconta la Belle Époque attraverso le sue architetture, il paesaggio e la memoria di una stagione che continua ancora oggi a definire l’identità di Torre Pellice.
In un’epoca in cui il viaggio privilegia sempre più autenticità e profondità dell’esperienza, questo itinerario rappresenta un invito a rallentare e a osservare il territorio con uno sguardo diverso. Un percorso tra architettura, memoria e natura che restituisce valore a uno dei capitoli più eleganti della storia piemontese, dimostrando come il vero lusso, oggi, risieda nella possibilità di accedere a luoghi capaci di raccontare il tempo con discrezione, cultura e bellezza.
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