
Il Teatro dell’architettura di Mendrisio (TAM) inaugura una delle stagioni culturali più interessanti dell’anno in Svizzera. Dall’8 maggio al 20 dicembre 2026, il Teatro dell’architettura dell’Università della Svizzera italiana (USI) apre le porte a tre progetti espositivi che intrecciano ricerca, fotografia e installazione artistica, offrendo ai visitatori un viaggio immersivo attraverso il linguaggio dell’architettura contemporanea. Dalla riscoperta del patrimonio costruito ticinese allo sguardo visionario di Pino Musi, fino a un labirinto simbolico ideato dagli studenti dell’Accademia di architettura, il programma trasforma Mendrisio in una destinazione imperdibile per chi ama design, arte e cultura del progetto.
La costruzione dell’architettura in Ticino: una storia fatta di materia e dettagli
Cuore della programmazione del TAM è la mostra La costruzione dell’architettura in Ticino, 1939-1996. Materialità e tettonica, curata da Franz Graf insieme a Britta Buzzi, Carlo Dusi, Alessandro Bonizzoni e Sebastiano Verga.
L’esposizione propone una rilettura inedita di oltre mezzo secolo di architettura ticinese attraverso cento edifici selezionati per il loro valore costruttivo. Non si tratta di una semplice storia dell’architettura, ma di una vera indagine sulla materia: pietra, calcestruzzo, legno, acciaio e sistemi strutturali diventano strumenti per comprendere la poetica degli edifici e il loro rapporto con il territorio. Il progetto nasce da oltre vent’anni di ricerca sviluppata dall’Accademia di architettura dell’USI, che ha coinvolto generazioni di studenti nella documentazione e nell’analisi di un patrimonio spesso poco conosciuto ma fondamentale per comprendere l’identità culturale del Canton Ticino.
Tra le opere approfondite figurano edifici iconici firmati da protagonisti dell’architettura come Mario Botta, Livio Vacchini, Aurelio Galfetti, Tita Carloni e Rino Tami. Disegni, modelli, fotografie, materiali d’archivio e reportage audiovisivi restituiscono al pubblico una prospettiva ravvicinata sul processo costruttivo e sul valore della conservazione.

Filippo Sorcinelli: quando il profumo diventa architettura sensoriale
Pino Musi. Continuum: al TAM la fotografia diventa pensiero
Al secondo piano del Teatro dell’architettura, la mostra ospita Pino Musi. Continuum, una mostra curata da Michael Jakob che esplora il rapporto tra fotografia, spazio e percezione.
Ridurre Musi alla definizione di fotografo sarebbe limitante. La sua pratica artistica si colloca infatti al confine tra antropologia, architettura e riflessione filosofica. Attraverso una serie di immagini in bianco e nero, l’artista costruisce un percorso che invita il visitatore a interrogarsi sul significato profondo dell’abitare, sulla memoria dei luoghi e sulla trasformazione dello spazio costruito. Pensata specificamente per la struttura circolare del TAM, l’esposizione si sviluppa come una narrazione continua articolata in sei sezioni tematiche: Origine, Metonimia, Iperbole, Superficie, Transizione e Incompiutezza. Ogni capitolo propone una diversa lettura dell’architettura, osservata non soltanto come oggetto fisico ma come fenomeno culturale e umano.
Particolarmente suggestive le tre opere monumentali dedicate al recente restauro della cattedrale di Notre-Dame a Parigi. Immagini che trasformano uno dei monumenti più celebri al mondo in un territorio ancora capace di sorprendere e rivelare nuove prospettive.

“Pino Musi. Continuum” – Teatro dell’architettura Mendrisio – USI © Pino Musi 2026
CAMERA Torino presenta le mostre dell’estate 2026: Gruyaert e Jeker
Sleipnir e il Labirinto di Porte: l’installazione che coinvolge gli studenti
Accanto alle due mostre principali, il Teatro dell’architettura di Mendrisio presenta nell’atrium l’installazione Sleipnir e il Labirinto di Porte, ideata da Duilio Forte insieme a Simon Fikstvedt e Barbara Stallone. L’opera nasce dal lavoro delle studentesse e degli studenti dell’Atelier Forte e si sviluppa attorno a tre elementi simbolici: la porta, il labirinto e Sleipnir, il leggendario cavallo a otto zampe della mitologia nordica che da anni ispira il lavoro dell’artista italo-svedese.
Le porte progettate dagli studenti costruiscono un percorso complesso e immersivo che invita il pubblico a riflettere sul concetto di soglia, attraversamento e trasformazione. Al centro del labirinto emerge la scultura di Sleipnir, simbolo di esplorazione e metafora del viaggio progettuale che ogni architetto affronta.

Achille Castiglioni e Bruno Munari: a Milano il design è un invito a giocare
Perché visitare il Teatro dell’Architettura di Mendrisio nel 2026
Più che una semplice stagione espositiva, il TAM propone un’esperienza culturale capace di mettere in dialogo discipline diverse: architettura, fotografia, ricerca accademica e installazione artistica convivono in un unico racconto che parla di memoria, innovazione e visione.
In un momento storico in cui il dibattito sul costruire, conservare e abitare assume una rilevanza sempre maggiore, le tre esposizioni offrono uno sguardo raffinato e profondamente contemporaneo sul rapporto tra uomo e spazio. Un appuntamento che conferma il Teatro dell’Architettura Mendrisio come uno dei poli culturali più interessanti del panorama europeo dedicato al progetto e alla cultura visiva.













