Se fai questo errore (diffuso) in casa rischi di ammalarti. Smetti subito, le conseguenze sono gravi

Le conseguenze sono davvero gravi, rischi seriamente di ammalarti se fai questo errore (comune) in casa. Cosa c’è da sapere.

di Mattia Senese | 14 Novembre 2025
Non fare questo errore in casa: è davvero pericoloso - Luxurypretaporter.it

Le spugne da cucina rappresentano uno degli oggetti più contaminati all’interno delle nostre abitazioni, con rischi igienici spesso sottovalutati.

A rilanciare l’allarme è il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, che in un recente video pubblicato sui social ha evidenziato come una spugna usata possa trasformarsi in un autentico ricettacolo di batteri, richiamando l’attenzione su un tema di grande attualità per la sicurezza domestica.

Le ricerche scientifiche sulle spugne da cucina

Lo spunto proviene da uno studio pubblicato su Scientific Reports, in cui un gruppo di microbiologi tedeschi ha analizzato 14 spugne domestiche prelevate da diverse famiglie, scoprendo la presenza di ben 362 ceppi batterici differenti. Tra questi, figurano batteri come Moraxella, Acinetobacter e Serratia, alcuni dei quali classificati nel gruppo 2 di rischio sanitario, ovvero potenzialmente patogeni. La densità batterica rilevata è paragonabile a quella presente nelle feci, un dato confermato anche da una ricerca della Clemson University che segnala come, dopo due settimane di utilizzo, una spugna possa contenere milioni di batteri, inclusi coliformi.

Lo studio raccomanda quindi un ciclo di sanificazione settimanale o la sostituzione frequente delle spugne. Il professor Bassetti sottolinea con forza: Sapete quanti batteri ci sono in una spugna usata? Miliardi. Quasi dieci volte la popolazione mondiale”. Un dato sorprendente anche per i microbiologi più esperti, che spiega anche il caratteristico odore sgradevole emanato dalle spugne vecchie, segno evidente di un’altissima carica microbica. Tuttavia, i metodi domestici di sanificazione, come il microonde o l’ammollo in candeggina, spesso si rivelano inefficaci nel debellare i batteri più profondamente annidati tra le fibre, e talvolta possono selezionare ceppi resistenti.

Interpellato sull’argomento, Enrico Di Rosa, presidente della Società Italiana d’Igiene, conferma la validità delle osservazioni di Bassetti ma invita a un approccio equilibrato: “Le spugne da cucina sono senz’altro ambienti favorevoli alla proliferazione batterica, soprattutto a causa della loro struttura porosa e dell’umidità permanente. Tuttavia, una carica elevata di batteri non significa necessariamente un pericolo immediato per la salute”. Di Rosa ricorda che molte specie batteriche rilevate, come Acinetobacter e Moraxella, sono comuni nell’ambiente e non necessariamente patogene in condizioni ordinarie.

Non esistono dati certi che dimostrino un diretto trasferimento di malattie dall’uso delle spugne, la probabilità di infezione dipende da molteplici fattori, tra cui il tipo di batteri, le modalità d’uso, l’igiene delle mani e delle superfici, oltre al sistema immunitario individuale”, spiega l’esperto. La raccomandazione prevalente è dunque quella di adottare buone pratiche igieniche, evitando allarmismi eccessivi ma sensibilizzando sull’importanza di mantenere puliti e regolarmente sostituiti questi strumenti.

Spugna lavandino
Perché le spugne della cucina sono pericolose: sono piene di batteri – Luxurypretaporter.it

Il professor Bassetti consiglia di sostituire la spugna da cucina almeno ogni settimana, poiché solo così è possibile limitare l’esposizione a colonie microbiche potenzialmente dannose e prevenire la contaminazione incrociata durante la preparazione degli alimenti. In alternativa, si possono preferire spazzole da cucina in plastica dura o panni in microfibra, che si asciugano più rapidamente e trattengono meno umidità, ostacolando la proliferazione batterica. Anche questi però devono essere igienizzati e sostituiti regolarmente.

Altri oggetti molto contaminati nelle cucine sono i taglieri, specialmente quelli in legno, che presentano solchi dove si accumulano residui di cibo e umidità, favorendo la crescita di batteri come Salmonella, E. coli e Listeria. Si consiglia di utilizzare taglieri diversi per alimenti crudi, cotti e verdure, lavandoli e disinfettandoli accuratamente. Anche utensili in legno come mestoli e spatole possono diventare serbatoi di batteri se non asciugati bene, per cui è preferibile optare per materiali come silicone o acciaio.

Per quanto riguarda i panni multiuso e gli strofinacci, spesso usati indiscriminatamente per mani, superfici e stoviglie, essi accumulano rapidamente cariche batteriche, anche fecali, soprattutto se restano umidi a lungo. La soluzione efficace è lavarli a temperature elevate ogni uno o due giorni e conservarli asciutti.

Infine, Enrico Di Rosa raccomanda alcune regole fondamentali: “Mai usare la stessa spugna per lavare piatti, pulire superfici o bagni. Dopo ogni utilizzo, risciacquare bene, strizzare e lasciare asciugare in un porta-spugne areato o al sole. Quando compaiono cattivi odori o scolorimenti, è il momento di cambiarla”. Questi semplici accorgimenti rappresentano la chiave per una cucina più sicura e igienicamente controllata.

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