
Ci sono gesti che, più di altri, riescono a raccontare l’anima di una città. A Venezia l’aperitivo è uno di questi. Non rappresenta soltanto il momento che accompagna il passaggio dal giorno alla sera, ma un rituale che attraversa la storia della Serenissima, nato tra i bacari, i caffè affacciati sulla laguna e le calli percorse da mercanti, artisti e viaggiatori. Un rito fatto di incontri, conversazioni e tempo condiviso, che ancora oggi continua a definire il carattere della città.
In un’epoca in cui il lusso si misura sempre meno attraverso l’esclusività e sempre più attraverso l’autenticità dell’esperienza, alcuni luoghi stanno restituendo nuova centralità a questa tradizione. Tra questi c’è il LPV Bar del Londra Palace Venezia, storico indirizzo affacciato sul Bacino di San Marco e membro di Relais & Châteaux, dove la mixology diventa il linguaggio attraverso cui raccontare Venezia, la sua cultura e il suo patrimonio.
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Un salotto affacciato sulla laguna
Lontano dall’idea del semplice hotel bar, il LPV Bar si presenta come un ambiente che dialoga con la città e con la sua storia. Gli interni richiamano l’eleganza della Venezia della Jazz Age attraverso dettagli Art Déco, boiserie, vetri di Murano e materiali che rimandano all’artigianato locale, mentre la terrazza, sospesa tra acqua e cielo con vista sull’Isola di San Giorgio, restituisce quella dimensione contemplativa che da sempre accompagna il rito dell’aperitivo veneziano.
Non è soltanto una questione estetica. Ogni elemento contribuisce a costruire un’esperienza in cui il luogo diventa parte integrante del racconto, ricordando come l’ospitalità contemporanea non si limiti più al servizio, ma sia sempre più chiamata a interpretare l’identità del territorio.
La mixology come racconto del territorio
A guidare questa visione è Marino Lucchetti, da oltre vent’anni figura di riferimento del Londra Palace Venezia. Un percorso professionale costruito tra esperienze internazionali e una profonda conoscenza della tradizione italiana gli ha permesso di sviluppare un approccio personale, capace di coniugare ricerca e memoria.
Non ama definirsi semplicemente un mixologist. Preferisce il termine “barman contemporaneo”, perché il suo lavoro non consiste soltanto nel creare nuovi cocktail, ma nel custodire i grandi classici, reinterpretandoli senza alterarne l’identità. Una filosofia che attraversa l’intera drink list del LPV Bar e che trasforma ogni preparazione in un racconto liquido, fatto di ingredienti, tecnica e cultura.

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I grandi classici, tra memoria e innovazione
La carta del LPV Bar nasce proprio da questo equilibrio. Le ricette storiche vengono rilette con discrezione, lasciando che siano la qualità delle materie prime e la precisione dell’esecuzione a fare la differenza.
Tra le proposte più rappresentative spicca Americano 4.1, una raffinata interpretazione del grande classico costruita attraverso la selezione di quattro vermouth e quattro bitter, pensata per esaltarne profondità ed equilibrio.
Accanto a questa creazione trova spazio lo Spritz Achille, ideato nel 2011 da Marino Lucchetti e dedicato ad Achille Babini, capostipite della famiglia fondatrice di The Hospitality Experience. La ricetta sostituisce la tradizionale soda con ginger beer, completata da alcune gocce di tabasco e da una guarnizione di cetriolo, regalando allo spritz veneziano una personalità più intensa, fresca e piacevolmente speziata.
La drink list comprende inoltre grandi classici come Martini Cocktail, Old Fashioned e Count Negroni Special, affiancati da interpretazioni contemporanee come Orchid Daiquiri e Margarita Especial. Accanto ai cocktail tradizionali trova spazio anche una selezione analcolica, i Cocktail Innocenti, realizzati con distillati, bitter e vermouth dealcolati, testimonianza di un’evoluzione del bere che mette al centro consapevolezza e complessità aromatica.

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Il Bellini, icona senza tempo
Se esiste un cocktail capace di identificare Venezia nel mondo, quello è il Bellini.
Al LPV Bar viene preparato esclusivamente durante la stagione delle pesche bianche, seguendo la ricetta originale ideata da Giuseppe Cipriani. Pesche fresche lavorate al momento, Prosecco DOCG e una delicata nota di lampone restituiscono l’equilibrio del cocktail nella sua forma più autentica.
Anche il servizio diventa parte dell’esperienza: il Bellini viene infatti presentato nel tradizionale Gallone in vetro di Murano, un omaggio discreto all’artigianato veneziano e a quel patrimonio manifatturiero che continua a rappresentare una delle espressioni più preziose della città.
L’ospitalità come esperienza culturale
Negli ultimi anni il LPV Bar è diventato un punto di riferimento non soltanto per gli ospiti internazionali del Londra Palace Venezia, ma anche per una clientela locale che riscopre il piacere di vivere il bar d’albergo come luogo di incontro.
È una trasformazione che racconta un cambiamento più ampio nell’ospitalità di alta gamma. Oggi il vero lusso non consiste soltanto nell’offrire ambienti esclusivi o servizi impeccabili, ma nel creare esperienze capaci di stabilire un dialogo autentico con il territorio e con la sua cultura.
È proprio qui che il rito dell’aperitivo veneziano ritrova il suo significato più profondo. Non un semplice cocktail da degustare al tramonto, ma un invito a rallentare, osservare la laguna cambiare luce e concedersi il lusso più raro di tutti: quello del tempo. Perché, in fondo, Venezia continua a insegnare che alcune tradizioni non appartengono al passato. Continuano a vivere ogni volta che qualcuno sceglie di fermarsi, alzare il calice e lasciarsi raccontare una storia.
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