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L’intervista: il lusso della libertà firmato Picnic Chic

Ci racconta l’idea Antonella Acampora, fondatrice di Picnic Chic

Un prato, un cestino, una tovaglia a quadrettini bianchi e rossi e una bottiglia di vino. Da queste semplici cose nasce il picnic perfetto. Se poi aggiungiamo qualcuno che lo organizza per voi, location mozzafiato e prodotti dell’enogastronomia locale otteniamo Picnic Chic, un’azienda di booking specializzata nell’organizzazione di picnic ed esperienze gastronomiche immerse nella natura. Per coglierne meglio l’essenza, abbiamo fatto qualche Antonietta Acampora, la sua fondatrice.

Come è nata l’idea di Picnic Chic?

Molto semplicemente: è nata dalla mia passione di fare picnic e mangiare all’aperto. Sentivo inoltre la mia necessità di soddisfare un bisogno, poter organizzare in luoghi nascosti e intimi un picnic come lo avevo in mente, realizzato con prodotti locali. La conoscenza che avevo delle potenzialità di aziende enogastronomiche di grande qualità ha fatto il resto. Conosco molto bene i bisogni di chi ama mangiare all’aperto per gustare la bellezza dei panorami a 360° e insieme ho ben presenti, grazie alle mie esperienze professionali precedenti, i bisogni delle aziende che alimentano l’enogastronomia locale e la potenzialità delle loro strutture e dei territori italiani: Picnic Chic incarna queste due anime, e lavora proprio su questi binari.

Antonella Acampora Picnic Chic

 

Quando ha capito che poteva essere vincente?

Quando mi sono resa conto che non ero l’unica ad andare in cerca di un’esperienza unica e di qualità a contatto con la natura: nel tempo mi sono accorta che quest’idea aveva un grande potenziale perché le persone, specialmente quelle che vivono in città, sentono sempre più la necessità di andare alla scoperta del territorio, in ogni sua forma. Personalmente ho sempre amato il picnic e ho sempre cercato di coinvolgere le persone che ho conosciuto in questa mia passione, esattamente come la intendo io. L’idea è sempre piaciuta molto, in particolare l’abbinata tra gusto e panorama mozzafiato. Analizzando il mercato, ho visto dai dati e dai numeri che non ero l’unica ad apprezzare il concept e man mano che sviluppavo Picnic Chic ho visto crescere quei numeri. Credo dipenda dal bisogno che sempre più persone hanno di godere di momenti semplici e a contatto con la natura, alla ricerca di prodotti locali e alla ricerca di aziende genuine. È la ricerca del lusso nelle cose semplici, che offrono tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

È stato difficile costruire una rete di partner locali?

Credo di poter dire che è un percorso che stiamo costruendo man mano: non è semplice, perché prima di tutto è necessario raccontare di stile di vita e filosofia, ma siamo gli unici ad aver creduto in questa possibilità e la rete sta crescendo continuamente, con grande soddisfazione.

Come vi siete mossi e che territorio coprite al momento?

Inizialmente stringendo degli accordi con enti e associazioni di categoria che grazie alla nostra partnership offrono ai loro associati la possibilità di affiliarsi al servizio di Picnic Chic con agevolazioni riservate solo a loro. Dopo, soprattutto durante il periodo Covid, abbiamo deciso di contattare le aziende direttamente: offriamo al momento un’adesione senza costo di affiliazione, per incentivare turismo di prossimità e ripartenza delle aziende. Siamo al momento attivi in 15 regioni e per fine anno contiamo di coprire tutto il territorio nazionale.

 

Picnic vino rosso

 

Quanto è importante nel vostro progetto l’idea di territorialità e stagionalità?

Moltissimo. L’Italia ha un patrimonio enogastronomico e paesaggistico unico e il rispetto della stagionalità è importante, fa parte della valorizzazione delle eccellenze del territorio; come Picnic Chic siamo molto attenti a questo. Le aziende che aderiscono al portale offrono esperienza di degustazione proprio abbinate a territorio e stagionalità dei prodotti.

Che cosa pensa invece del tema della sostenibilità declinato in relazione alla ristorazione?

La sostenibilità deve essere uno stile di vita personale e aziendale, per questo credo che anche le aziende di ristorazione debbano mettere sempre più attenzione su questo tema. Dall’uso di materiali compostabili o riutilizzabili, al recupero e smaltimento dei rifiuti. Ad esempio, noi curiamo la selezione delle aziende che aderiscono al portale anche in funzione di questo aspetto. Per noi il concetto di sostenibilità è anche legato alle materie prime utilizzate, alla vicinanza di produzione, alla capacità delle aziende di fare rete e far crescere territorio e occupazione. Privilegiare prodotti locali e aziende virtuose nella filiera è un obiettivo specifico di Picnic Chic.

 

Picnic

 

Ci racconti l’iniziativa Picnic in cantina.

Tutto è nato grazie alla nostra partnership con il Movimento Turismo del Vino stretta nel 2019: il presidente Nicola D’Auria ha subito colto la potenzialità del picnic abbinata al settore e così abbiamo collaborato per creare una rete di aziende vinicole e cantine che hanno inserito il picnic come ulteriore esperienza di degustazione, incontro, conoscenza. A gennaio, dopo un incontro plenario a Roma anche con il Ministero delle Politiche agricole e il Movimento Turismo del Vino Nazionale, ho proposto di realizzare un evento nuovo e unico, che abbiamo chiamato appunto Picnic in cantina. L’idea era di partire a giugno, ma tutto è slittato a settembre, per i motivi ormai noti a tutti.

Quali altre partnership sono già attive o sono in programma?

Al momento sono diverse, come quella con la Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole e la Strada dei Formaggi delle Dolomiti in Trentino, il Consorzio per la promozione turistica della Valchiavenna, in provincia di Sondrio, Canelli Città del Vino in Piemonte e il Movimento Turismo del Vino italiano. L’idea è continuare a muoversi in questa direzione per promuovere sempre più territorio, aziende, eccellenza gastronomica e turismo.

Progetti per il futuro a breve termine? E invece sul lungo periodo?

Vogliamo essere presenti in modo capillare in ogni regione e provincia italiana, per poter arrivare con la nostra proposta a più persone possibili. Lato aziendale, ci stiamo muovendo per poter scalre il progetto a breve. Per il lungo periodo invece abbiamo molte idee e progetti in fase di sviluppo, di sicuro accrescere la consapevolezza generale dell’importanza di uno stile di vita improntato al rispetto e a una sempre maggiore fusione tra persone, natura, azienda nell’ottica di una circolarità dell’economia.

B.A.

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