
L’INPS ha aggiornato le soglie e i requisiti per accedere alla pensione minima maggiorata.
Si tratta di un sostegno più consistente a chi percepisce assegni particolarmente bassi. Il trattamento economico minimo può arrivare fino a 735 euro mensili, un importo che rappresenta un importante aiuto economico per chi vive con pensioni di importo ridotto.
Pensioni minime: se vuoi prendere 735 euro ogni mese questi sono i requisiti che devi avere
La pensione minima è un meccanismo di tutela previsto dall’INPS per garantire un reddito minimo ai pensionati il cui assegno, calcolato in base ai contributi versati durante la carriera lavorativa, risulti insufficiente per affrontare le spese quotidiane.

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L’ente nazionale di previdenza sociale interviene quindi integrando l’importo fino a un livello minimo stabilito annualmente. Per il 2025, l’importo base della pensione minima è fissato a circa 598,61 euro al mese, ma grazie agli adeguamenti legati all’inflazione e alle disposizioni normative vigenti, è possibile ottenere una maggiorazione che porta l’assegno fino a 735 euro mensili per chi soddisfa precisi requisiti.
L’accesso alla maggiorazione fino a 735 euro è subordinato a condizioni stringenti, che riguardano l’età, la contribuzione e il reddito personale e familiare del pensionato. Ecco i criteri principali:
- Età minima di 70 anni. Chi ha un’età compresa tra 65 e 69 anni può accedere alla maggiorazione solo se ha accumulato almeno 25 anni di contributi.
- Reddito personale annuo inferiore a 9.555,65 euro.
- Reddito familiare complessivo (incluso il coniuge) inferiore a 16.502,98 euro.
Alcune voci di reddito non vengono conteggiate nel calcolo, tra cui la casa di abitazione, pensioni di guerra, trattamenti di famiglia e varie indennità di natura assistenziale.
Il meccanismo di calcolo prevede un aumento di 136,44 euro rispetto all’importo base della pensione minima, da erogare a chi rispetta i criteri indicati. Questo significa che l’assegno mensile passa da 598,61 a 735 euro, una cifra che può fare una differenza sostanziale nel bilancio familiare di molti pensionati.Per ottenere l’integrazione della pensione minima, è necessario presentare una domanda all’INPS. La procedura può essere svolta attraverso diversi canali:
- Il portale online dell’INPS, accessibile con SPID, CIE o CNS.
- Un patronato o un consulente fiscale abilitato, che può assistere nella compilazione e nell’inoltro della richiesta.
È fondamentale rispettare le scadenze indicate dall’ente previdenziale: le domande devono essere presentate entro i termini previsti per assicurarsi l’erogazione della maggiorazione nell’anno corrente. Prima di inoltrare la richiesta, è consigliabile verificare con attenzione i requisiti anagrafici e reddituali, eventualmente affidandosi a un professionista per effettuare un calcolo preciso del reddito personale e familiare.
Questa misura rappresenta un supporto economico rilevante, soprattutto in un periodo segnato da un aumento del costo della vita. L’adeguamento degli importi mira a tutelare meglio i pensionati che si trovano in condizioni di vulnerabilità economica, garantendo loro una maggiore dignità e un miglior livello di vita.
Gli esperti suggeriscono di monitorare regolarmente il sito dell’INPS e di mantenersi aggiornati sulle eventuali novità normative, in modo da non perdere opportunità di sostegno e integrazione della pensione. Chi ritiene di avere i requisiti necessari non deve esitare a presentare la domanda, sfruttando tutte le possibilità offerte dalla normativa vigente per migliorare la propria situazione economica.












