MarePineta Milano Marittima, un nuovo capitolo tra design, natura e tennis

MarePineta celebra il suo centenario con una nuova Club House immersa tra tennis e pineta, dove architettura, natura e ospitalità si incontrano

Foto: Ufficio Stampa

Ci sono luoghi che celebrano il tempo guardando indietro e altri che scelgono di farlo immaginando ciò che verrà. Nel suo centesimo anniversario, il MarePineta Milano Marittima appartiene decisamente alla seconda categoria. Lo storico resort inaugura la nuova Club House, un progetto che intreccia architettura, ospitalità, natura e cultura del tennis, aprendo simbolicamente il secondo secolo della sua storia.

La nuova struttura nasce nel cuore del MarePineta Sporting Club, tra gli otto campi in terra rossa, la pineta e il mare. Più che un semplice ampliamento dell’offerta alberghiera, è un luogo pensato per trasformare il soggiorno in un’esperienza immersiva, dove il paesaggio non rimane sullo sfondo, ma entra direttamente nell’architettura.

Cento anni di ospitalità, una nuova visione

La posizione della Club House racconta già molto del progetto. Situata di fronte al Resort, si inserisce idealmente tra la Casa Madre, custode della memoria del MarePineta, e il Cubo firmato da Piero Lissoni, espressione della sua evoluzione contemporanea. Tre architetture, tre momenti differenti della stessa storia.

La nuova Club House diventa così un ulteriore passaggio in un percorso iniziato un secolo fa. Non cerca di cancellare ciò che esiste, ma di costruire una continuità tra heritage e futuro, interpretando l’identità del luogo attraverso un linguaggio più leggero, aperto e contemporaneo. È proprio questa capacità di evolversi senza perdere il rapporto con le proprie origini a definire oggi una nuova idea di lusso: non l’eccesso, ma la qualità dell’esperienza, dello spazio e del tempo trascorso al suo interno.

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Il tennis diventa lifestyle

Il progetto arriva inoltre in un momento particolare per il tennis, diventato negli ultimi anni uno dei fenomeni sportivi e culturali più interessanti in Italia. Al MarePineta, però, la racchetta non rappresenta semplicemente un servizio aggiunto all’esperienza alberghiera. Il tennis entra nella quotidianità degli ospiti e diventa parte dell’identità stessa del soggiorno. Le nuove suite sorgono direttamente all’interno dello Sporting Club. Al risveglio, dalle terrazze si osservano i campi in terra rossa; pochi passi separano le camere dalla pineta e dal mare. Sport, benessere e ospitalità smettono così di essere esperienze separate e diventano parti di uno stesso modo di vivere il luogo.

È un approccio che intercetta una trasformazione più ampia nel mondo dell’hospitality contemporanea. Il viaggiatore non cerca più soltanto una camera elegante, ma luoghi capaci di costruire intorno al soggiorno un’identità precisa. Al MarePineta questa identità passa inevitabilmente dal tennis.

Un’architettura che lascia entrare il paesaggio

Realizzata sull’impronta dell’edificio precedente, la Club House assume il paesaggio come elemento centrale del progetto. La struttura nasce da un basamento di cemento e vetro, trasparente e permeabile, sul quale si appoggia un volume più leggero destinato alle diciotto suite. Ampie superfici vetrate, balconi continui e una palette materica essenziale costruiscono un rapporto diretto con ciò che circonda l’edificio.

La luce attraversa gli interni, i pini marittimi entrano visivamente negli ambienti e il rosso dei campi diventa parte della composizione cromatica. Il confine tra dentro e fuori viene volutamente attenuato. L’architettura non cerca quindi di imporsi sul paesaggio, ma sembra piuttosto volerlo incorniciare. La natura diventa parte dell’arredo, cambiando con le ore della giornata e con le stagioni.

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Diciotto suite affacciate sul tennis

Il cuore più intimo della nuova struttura è rappresentato dalle diciotto suite, progettate intorno a un’idea di eleganza discreta. Materiali naturali, arredi realizzati su misura e superfici materiche definiscono ambienti essenziali, mentre le grandi terrazze riportano continuamente lo sguardo verso l’esterno. Da qui si osservano gli otto campi da tennis, il parco e, in lontananza, il mare.

Non è un lusso costruito sulla decorazione fine a se stessa. È piuttosto una ricerca di equilibrio tra comfort, proporzioni, silenzio e rapporto con il contesto. Una visione che restituisce valore allo spazio e alla possibilità di viverlo lentamente. Anche i percorsi comuni contribuiscono a raccontare l’identità del MarePineta. Le fotografie d’archivio accompagnano gli ospiti verso le camere, ricostruendo la storia del resort e di Milano Marittima, mentre un’opera site-specific dedicata al campo da tennis in terra rossa attraversa verticalmente i tre livelli dell’edificio. Il passato, ancora una volta, non viene semplicemente esposto: entra nel progetto contemporaneo.

Dal giardino a The Club – Sushi House

La trasformazione ha coinvolto anche gli spazi esterni. Oltre alla completa riqualificazione dei campi da tennis, sono stati realizzati più di 600 metri quadrati di nuovi giardini, concepiti come una naturale prosecuzione dell’edificio. Il verde accompagna così l’architettura anziché circondarla semplicemente.

Particolarmente interessante è anche la sala colazioni completamente vetrata. Durante il giorno prolunga visivamente gli interni verso il giardino; con l’arrivo della sera cambia identità e diventa The Club – Sushi House, ristorante pensato anche per eventi, incontri e momenti di convivialità. Una trasformazione che rende gli spazi meno rigidi e più capaci di seguire il ritmo della giornata.

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MarePineta guarda al suo secondo secolo

Promossa dalla famiglia Salaroli, la nuova Club House rappresenta uno degli interventi più importanti realizzati dal resort negli ultimi anni. Il centenario diventa così non tanto un traguardo da celebrare, quanto un punto da cui ripartire. Dalla Casa Madre al Cubo di Piero Lissoni, fino alla nuova struttura immersa nello Sporting Club, ogni edificio sembra raccontare un momento differente dell’evoluzione del MarePineta. E insieme costruiscono una storia dell’ospitalità italiana capace di attraversare generazioni e linguaggi architettonici differenti.

A cento anni dalla sua nascita, il resort sceglie quindi di non affidarsi soltanto alla propria memoria. Il suo futuro passa attraverso diciotto suite, otto campi in terra rossa, una pineta e il mare. Elementi apparentemente semplici che, messi in relazione, raccontano una nuova idea di ospitalità: più immersiva, più personale e soprattutto profondamente legata al luogo. Perché forse il modo più contemporaneo di celebrare cento anni di storia non è conservarli intatti, ma dare loro uno spazio nuovo in cui continuare a vivere.

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