
L’arte non è soltanto memoria. È uno strumento capace di raccontare il presente, interpretare il passato e immaginare il futuro. Con il nuovo programma espositivo dell’autunno 2026, il Museo del Novecento di Milano rinnova questa vocazione, proponendo un percorso che attraversa alcune delle figure più significative della cultura artistica italiana della seconda metà del Novecento.
Dal 6 ottobre 2026, il museo presenta quattro nuovi progetti espositivi che mettono al centro il dialogo tra ricerca, sperimentazione e pensiero critico. Un programma che invita il pubblico a riscoprire artisti, critici e protagonisti di una stagione che ha profondamente trasformato il linguaggio dell’arte contemporanea.
Lo sguardo di Tommaso Trini
Il cuore della nuova stagione è Tommaso Trini. La terra vista dalla luna, secondo appuntamento del ciclo Voci del Novecento, dedicato ai grandi critici, curatori e storici dell’arte che hanno contribuito a ridefinire il panorama culturale italiano. Dopo l’omaggio a Enrico Crispolti, il Museo del Novecento celebra Tommaso Trini (Sanremo, 1937), tra le personalità più autorevoli e indipendenti della critica italiana. La mostra ricostruisce il suo approccio interdisciplinare, capace di leggere le trasformazioni artistiche, sociali e culturali del Novecento con uno sguardo sempre innovativo.
Promossa dal Comune di Milano – Cultura e realizzata in collaborazione con l’Archivio Tommaso Trini, l’esposizione è curata da Daniela Domina e Iolanda Ratti con Lodovica Cesaretti.

Focus dedicati ai protagonisti del Novecento
Accanto al progetto Voci del Novecento, torna anche FOCUS900, il format che approfondisce alcune delle personalità più rappresentative dell’arte italiana attraverso percorsi monografici dedicati alle opere della collezione permanente.
Uno degli appuntamenti è riservato a Vincenzo Agnetti, protagonista di una ricerca che ha saputo intrecciare linguaggio, parola e sperimentazione visiva. La sala monografica, realizzata in collaborazione con l’Archivio Vincenzo Agnetti e curata da Federica Boragina, esplora il ruolo centrale della poesia nella fase finale della produzione dell’artista.
Enrico Castellani e la rivoluzione della superficie
Tra gli approfondimenti più attesi trova spazio anche Enrico Castellani, figura imprescindibile dell’arte italiana del secondo Novecento. Grazie alla collaborazione con la Fondazione Enrico Castellani, il percorso espositivo riunisce una selezione di opere che raccontano una delle ricerche più radicali del secolo scorso. Le celebri superfici a rilievo trasformano infatti la pittura in uno spazio tridimensionale, dove luce, ritmo e materia dialogano in un equilibrio essenziale. Un linguaggio che continua ancora oggi a influenzare il design, l’architettura e l’arte contemporanea.

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Milano e la stagione della sperimentazione
Completa il programma un approfondimento dedicato a Valerio Adami, Alik Cavaliere, Lucio Del Pezzo, Bobo Piccoli ed Emilio Tadini, protagonisti di una stagione particolarmente fertile della cultura visiva italiana.
Attraverso le loro opere prende forma il racconto della Milano degli anni Sessanta e Settanta, una città attraversata dalla crescita economica, dall’affermazione dei mass media e da un’intensa vivacità culturale che l’ha trasformata in uno dei principali laboratori artistici europei. Le opere testimoniano un momento storico in cui arte, società e sperimentazione dialogavano continuamente, contribuendo a ridefinire il ruolo dell’artista nella contemporaneità.
Un museo che continua a raccontare il Novecento
Con il programma espositivo dell’autunno 2026, il Museo del Novecento conferma il proprio ruolo come luogo di ricerca, conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico italiano. Grazie alla collaborazione con archivi, fondazioni e studi d’artista, il museo propone un percorso capace di intrecciare memoria e innovazione, offrendo una lettura contemporanea di figure che continuano a influenzare il linguaggio dell’arte.
Più che una successione di mostre, il nuovo programma diventa così un invito a osservare il Novecento con uno sguardo rinnovato, riscoprendone la capacità di parlare ancora al presente.

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