
Giovanni Campus e Elena El Asmar sono i protagonisti del nuovo appuntamento firmato BUILDING a Milano. Dal 26 marzo 2026, infatti, negli spazi di via Monte di Pietà 23, prende forma una doppia anteprima che unisce memoria, ricerca e visione contemporanea. Da una parte “Tempo e passione”, tributo a Giovanni Campus, scomparso nel 2025; dall’altra “Le Fantasmagoriche”, personale di Elena El Asmar e curata da Marina Dacci. Due mostre diverse, ma legate da una stessa tensione: trasformare lo spazio in esperienza. L’apertura al pubblico è prevista per giovedì 26 marzo dalle 17.00 alle 20.30, in quello che si annuncia come uno degli appuntamenti più interessanti del panorama artistico milanese di questa primavera. Una proposta che porta al centro il dialogo tra passato, presente e immaginazione.
Giovanni Campus a Milano: il tributo a un maestro dell’arte italiana
La mostra “GIOVANNI CAMPUS Tempo e passione. Un omaggio all’artista (1929-2025)”, curata da Marco Meneguzzo, resterà visitabile fino al 23 maggio 2026 negli spazi di BUILDING GALLERY. L’esposizione nasce come omaggio a una delle figure più rigorose dell’arte contemporanea italiana, capace di costruire negli anni un linguaggio essenziale, misurato, ma potentissimo.
Il percorso si sviluppa tra piano terra e primo piano e mette in scena opere emblematiche, documentazioni storiche e lavori che raccontano il rapporto tra tempo, spazio e segno. Non solo una mostra celebrativa, dunque, ma anche una riflessione sul modo in cui Campus ha trasformato la scultura in un processo, in un’azione condivisa, quasi collettiva.

Il legame tra Giovanni Campus e Milano: una storia che continua a scriversi
Il tributo assume un valore ancora più forte perché si inserisce nel rapporto profondo tra l’artista e Milano, città che lo ha accolto dagli anni Sessanta per oltre mezzo secolo. Tra i momenti più significativi della mostra spicca il richiamo a “Intervento.installazione”, azione del 1977 nella piazzetta di Palazzo Reale, dove Campus collocò grandi molle d’acciaio nello spazio urbano, alterando la percezione visiva e simbolica dell’ambiente.
In mostra compaiono anche lavori storici degli anni Settanta e Ottanta, insieme a opere successive come i celebri “Tempo in Processo. Rapporti-misure-connessioni”, che riassumono perfettamente la sua poetica. Un progetto che, oltre a ricordare l’artista, restituisce al pubblico la modernità di una ricerca ancora oggi sorprendente.

Elena El Asmar: “Le Fantasmagoriche” tra memoria, luce e visione
Accanto all’omaggio a Campus, BUILDING TERZO PIANO ospita “Le Fantasmagoriche”, personale di Elena El Asmar, aperta dal 26 marzo al 2 maggio 2026. La mostra, curata da Marina Dacci, raccoglie oltre quaranta opere tra sculture, vetri, tavole e lavori su carta, realizzati tra il 2008 e il 2026.
Il progetto si presenta come un unico ambiente immersivo, dove ogni elemento dialoga con l’altro. La ricerca di Elena El Asmar si muove tra spazio, ricordo e immaginazione, trasformando la memoria in forma visiva. Le sue opere sembrano galleggiare in una dimensione sospesa, delicata, quasi onirica.

Un viaggio interiore tra paesaggi e visioni
Al centro della mostra c’è il paesaggio, ma non solo come luogo fisico. È piuttosto uno spazio interiore, emotivo e fragile. Gli acquerelli evocano città e geografie reali, da Venezia a Roma, da Siena al Salento, fino a luoghi carichi di suggestione come Baalbek. Le sculture in vetro e tessuto, invece, sembrano finestre aperte su un altrove invisibile.
Il risultato è un percorso poetico, fatto di luci, trasparenze e apparizioni. Un invito a rallentare, osservare e lasciarsi attraversare da immagini che non urlano, ma restano.

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BUILDING Milano conferma la sua vocazione culturale
Con questa doppia inaugurazione, BUILDING Milano conferma la sua identità di spazio capace di mettere in relazione artisti storicizzati e voci contemporanee. Due mostre, due sensibilità, un solo indirizzo per chi vuole vivere l’arte come esperienza viva e stratificata.
In una città sempre più attenta al linguaggio visivo e ai nuovi percorsi culturali, il progetto di BUILDING si inserisce con eleganza e profondità, offrendo al pubblico non solo opere da guardare, ma mondi da attraversare.














