
La camminata è, di base, una tipologia di attività fisica accessibile praticamente a tutti, gratuita e facile da includere nella propria
quotidianità.
Soprattutto in momenti della vita come la terza età, può essere utile fare uno step in più e considerare il fitwalking, una disciplina che prevede una camminata veloce all’aria aperta. Numeri alla mano, si parla di un range compreso tra i 7 e i 9 km orari.
Come si può leggere sulle pagine di vediamocichiara.it, uno dei portali più visitati sul web da chi cerca informazioni di qualità, frutto del contributo di esperti, sulla salute femminile, il fitwalking è una disciplina che va oltre alla semplice, se così si può dire, passeggiata.
Grazie ai bastoncini che si utilizzano durante le sessioni, si coinvolge in maniera profonda tutto il corpo.
Parliamo, di riflesso, di un workout decisamente più strutturato rispetto alla camminata di 30-45 minuti a passo veloce che si fa, per esempio, per tornare dal lavoro dopo aver passato tutta la giornata alla scrivania.
Perché fare fitwalking dopo i 50 anni
Anche se, rispetto al passato, l’aspettativa di vita si è allungata tantissimo e, oggi come oggi, a 50 anni si può essere in perfetta salute. Nonostante ciò, lo spartiacque della mezza età è un momento di svolta drastica, soprattutto per le donne con l’arrivo della menopausa.
Il calo degli estrogeni e del progesterone apre la strada al rischio di avere a che fare con diverse patologie, dall’osteoporosi, con una probabilità più alta di fratture ossee, fino ai problemi di cuore, più frequenti tra le pazienti di sesso femminile.
Con il fitwalking, è possibile lavorare di prevenzione concentrandosi su diversi aspetti.
Tra questi rientra il già citato focus sul benessere cardiovascolare, con riduzione del rischio di avere a che fare con evenienze potenzialmente fatali come l’infarto e l’ipertensione arteriosa.
Come già accennato, il fitwalking è un’attività completa. Grazie alla presenza dei bastoncini, infatti, è possibile rinforzare anche i muscoli di braccia e spalle in maniera soft, con vantaggi anche dal punto di vista estetico.
Da non dimenticare sono anche i benefici relativi all’umore. Di base, l’attività fisica favorisce la sintesi di endorfine, neurotrasmettitori fondamentali per il benessere interiore.
Inoltre, il fitwalking può essere praticato in compagnia. In terza età, anche quando si è all’inizio di questa parentesi della vita, è basilare coltivare la socialità e condividere il tempo con persone che vivono le medesime esperienze anche a livello di cambiamento fisico.
Si tratta di un toccasana gratuito o con costi irrisori, come per esempio quelli necessari per iscriversi ad associazioni sportive attive in diverse città d’Italia.
Il giusto approccio tecnico
Per apprezzare, nel corso del tempo, tutti i benefici del fitwalking, è fondamentale approcciarsi a questa disciplina con la tecnica giusta. Un punto di partenza prezioso è la postura.
Fare fitwalking nel modo giusto vuol dire camminare tenendo la testa alta. Essenziale, inoltre, è non ripiegarsi in avanti e mantenere una leggera contrazione degli addominali.
L’importanza delle scarpe
Un altro aspetto da non trascurare quando si parla di fitwalking, soprattutto in terza età quando il corpo è particolarmente fragile, è la
scelta delle scarpe giuste.
ùChi ha intenzione di utilizzare quelle da running che magari ha già in casa, dovrebbe cambiare idea. Non sono infatti la scelta giusta.
Nel fitwalking, un movimento fondamentale, che permette anche di ottimizzare il meccanismo di pompaggio di sangue al cuore, è la rullata di tutto il piede, a partire dal tallone.
Per gestirla al meglio, è essenziale scegliere scarpe che, rispetto a quelle da corsa, sono caratterizzate dalla presenza di una zona maggiormente smussata nella zona posteriore della calzatura.
Utile per migliorare la propriocezione e per prevenire, di fatto, il rischio di cadute in casa e non solo, il fitwalking è uno dei modi più semplici ed efficaci per tenersi in forma durante la terza età.












