
I fashion film oggi sono uno degli strumenti più potenti della comunicazione moda, ma pochi sanno davvero quando e perché sono nati. I primi fashion film prendono forma tra gli anni ’20 e ’40, quando maison e riviste sperimentavano con il cinema per raccontare abiti e stile in movimento, ma è a partire degli anni ’90 e 2000 che i fashion film evolvono davvero, diventando cortometraggi d’autore capaci di unire estetica, storytelling e identità di brand. Non più spot, ma veri cortometraggi d’autore. Il motivo? Coinvolgere, creare immaginari, trasformare un prodotto in esperienza. E per farlo, le Maison scelgono i migliori registi del cinema, dando vita a collaborazioni che hanno segnato un’epoca.
Gucci e Spike Jonze: la libertà visionaria di The Tiger
Tra i fashion film commissionati a registi di pregio, Gucci ha saputo distinguersi con “The Tiger”, il cortometraggio firmato da Spike Jonze. Il regista, noto per il suo approccio surreale e fuori dagli schemi, unisce il suo talento alla forte narrativa di Gucci, trasformando il racconto in un’esperienza visiva potente. Il risultato è un universo sospeso tra realtà e immaginazione, dove la moda diventa movimento, energia, narrazione. Un esempio perfetto di come un brand possa uscire dai codici tradizionali, comunicando efficacemente la propria core mission.
H&M e Wes Anderson: estetica e ironia in Come Together
Quando si parla di fashion film, non si può non citare Wes Anderson. Con “Come Together“, realizzato per H&M, il regista porta il suo stile originalissimo e inconfondibile fatto di simmetrie, colori e dettagli. Il corto, ambientato su un treno durante le feste natalizie, racconta una storia semplice di condivisione ma comunque ricca di emozione. Ancora una volta, la moda diventa parte di un racconto, non il suo unico centro.
Dior e Matteo Garrone: il sogno oscuro de Le Château du Tarot
Dior nel 2021 sceglie Matteo Garrone per uno dei suoi progetti più suggestivi. Tra i fashion film, il progetto creato dal regista di Io Capitano e Dogman, “Le Château du Tarot” si distingue per la sua estetica intensa e cinematografica. Ispirato alla tradizione dei tarocchi, il film costruisce un universo simbolico e misterioso, dove ogni look diventa parte di una narrazione più ampia. Un viaggio visivo che fonde moda, arte e cultura.
Prada e Roman Polanski: ironia e psicologia in A Therapy
Tra i fashion film registi famosi, Prada ha fatto scuola con “A Therapy”, diretto dal controverso Roman Polanski. Protagonisti due grandi attori dal talento camaleontico: Ben Kingsley e Helena Bonham Carter. Il corto gioca sul rapporto tra desiderio e ossessione, raccontando con ironia il potere degli oggetti — in questo caso, un cappotto Prada. Un esempio brillante di storytelling minimal ma mirato ed efficace.
Eleganza e intimità: Chanel e Sofia Coppola
La storica Chanel ha scelto il talento immenso di Sofia Coppola per rendere omaggio a Coco Chanel con “In Homage to Mademoiselle“. Tra i fashion film, questo progetto si distingue per il suo tono intimo e sofisticato, in pieno stile con la maison francese. Coppola porta all’interno del cortometraggio la sua sensibilità femminile, creando un racconto delicato che riflette l’essenza del brand. Non solo moda, ma atmosfera, emozione, identità.
Moncler x J.W. Anderson: eleganza contemporanea in Veronica
Infine, tra i fashion film che hanno coinvolto la prospettiva di registi noti, spicca la collaborazione tra Moncler x JW Anderson e Luca Guadagnino con il corto “Veronica”. Il regista italiano, noto per uno stile che unisce pellicole intime come Chiamami col tuo nome a capolavori di forte sperimentazione linguistica come Suspiria, costruisce una narrazione contemporanea, fatta di silenzi, tensione e introspezione. La moda qui diventa linguaggio visivo, non ha bisogno di spiegarsi ma è parte integrante della storia.
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