Dietro il significato di “Less is more”: la massima più iconica di moda e design

C’era una volta un architetto che amava le linee semplici e raffinate, razionali e belle nella loro unicità. Si chiamava Mies van der Rohe ed era anche, come spesso avviene nel suo settore (ma non sempre), un designer. Nato in Germania nel 1886, nella ridente cittadina di Aachen, situata a breve distanza dal confine con […]

C’era una volta un architetto che amava le linee semplici e raffinate, razionali e belle nella loro unicità. Si chiamava Mies van der Rohe ed era anche, come spesso avviene nel suo settore (ma non sempre), un designer.

Nato in Germania nel 1886, nella ridente cittadina di Aachen, situata a breve distanza dal confine con Belgio e Paesi Bassi, è stato uno degli esponenti più importanti del razionalismo, complici le collaborazioni con nomi del calibro di Walter Gropius, Le Corbusier e Frank Lloyd Wright, solo per citarne alcuni.

Ed è proprio da una di queste collaborazioni che scaturì la frase per cui è passato alla storia, ovvero “Less is more”, coniata in verità dal designer e architetto tedesco per cui Van der Rohe lavorava, Peter Behrens, ma da lui per primo attualizzata e interpretata, successivamente riproposta in diversi settori e contesti.

La moda è certamente tra questi e viene declinata da parte di diversi brand con particolare savoir faire e che ritroviamo persino in alcuni e-commerce specializzati come Loverlock, il cui approccio parte dall’amore per la moda (love) e per la sartorialità (overlock, che altro non è che il punto cucito sartorialmente). I capi vengono selezionati con cura, a fronte di un assortimento che è frutto del connubio tra raffinatezza, eleganza e innovazione, rappresentando nel concreto il significato che sta dietro la frase di van der Rohe. Approfondiamolo più nei dettagli.

Il pensiero di Mies van der Rohe, condensato in una frase

Le frasi possono racchiudere mondi ed è proprio questo il caso di quella di Mies van der Rohe, dietro la quale c’è un linguaggio minimalista che, nonostante siano trascorsi più di cento anni, appare quanto mai vivo e attuale.

“Less is more” ha ormai acquisito la valenza di un detto popolare, risultando applicabile a diversi ambiti e non soltanto al design e alla moda, i cui pensieri e sviluppi si intersecano di frequente.

Van der Rohe ragiona per sottrazione, quando dice che “meno è più” e dunque è meglio, non a caso si parla di un approccio all’insegna del minimalismo formale, i cui cardini risultano un mix di razionalità ed essenzialità, secondo una vision volta a ridisegnare la semplicità.

Ecco allora che un oggetto del design come la sedia, un edificio oppure un abito diventano non più il fine ultimo del progetto del design ma il progetto stesso, inteso come il risultato finale della soddisfazione di un bisogno.

Vestirsi secondo un approccio “less is more”

Ma cosa vuol dire vestirsi all’insegna del less is more? In primo luogo selezionare capi che si sposano al meglio con la propria figura e capaci di accompagnare la persona a lungo, coniugando stile e qualità.

Sono necessariamente indumenti sartoriali e progettati nei minimi dettagli, e sono frutto di scelte consapevoli, fatte da una persona che desidera valorizzarsi, esprimere la propria personalità, acquistare poco e meglio.

Dietro questo pensiero, quindi, nell’epoca attuale c’è necessariamente uno sguardo a un modo diverso di consumare. Più sostenibile e responsabile.

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