Biodiversità e migrazioni: l’opera di Dulk illumina The Wallà

Il borgo veneto della street art accoglie il celebre artista spagnolo: un murale dedicato al rapporto tra natura e trasformazione, tra sogno e urgenza ecologica

Foto: UFFICIO STAMPA PK COMMUNICATION

L’arrivo di Dulk: visioni tra sogno e natura

A Vallà, frazione trevigiana un tempo silenziosa, oggi i muri raccontano storie universali. Qui è approdato Dulk (Antonio Segura Donat), uno degli artisti più acclamati della scena internazionale, con la sua nuova opera “Dove vagano le bestie selvagge”. Un murale che non è semplice pittura, ma un racconto stratificato: creature ibride, volpi guida, rane-dinosauro e gufi sapienti si muovono in una migrazione simbolica che richiama le sfide della biodiversità e l’urgenza dei cambiamenti climatici. L’universo di Dulk è onirico e visionario, popolato di esseri che sembrano usciti da sogni o da futuri possibili. Ma dietro l’incanto c’è un messaggio potente: la natura, fragile e resistente, è costretta a reinventarsi per sopravvivere. L’opera è un invito a immaginare nuovi equilibri, nuove convivenze, nuovi modi di abitare il mondo.

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The Wallà: laboratorio a cielo aperto

The Wallà non è solo un luogo fisico, ma un ecosistema narrativo. Nato nel 2021 grazie al collettivo Bocaverta, ha saputo trasformare un borgo di provincia in un polo creativo di rilevanza internazionale. Oltre mille metri quadrati di pareti dipinte da nomi come Alicè, Ericailcane e Agostino Iacurci compongono oggi un percorso artistico unico in Italia. Con l’arrivo di Dulk, il progetto segna un ulteriore salto di qualità, ma guarda già al futuro: dopo Ferragosto toccherà ai valenciani PichiAvo, celebri per il loro stile in cui i graffiti dialogano con l’arte classica. E a fine mese, il Wonderwallà Festival (29–31 agosto) porterà performance, laboratori e concerti, trasformando Vallà in un palcoscenico diffuso di creatività contemporanea.

Foto: Ufficio Stampa PK COMMUNICATION

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Arte che viaggia oltre i confini

Il successo di The Wallà non si misura solo nelle presenze fisiche, ma anche nell’innovazione digitale. Il nuovo virtual tour interattivo (www.thewalla.it/vt) permette di esplorare le opere da ogni parte del mondo, offrendo a scuole, appassionati e viaggiatori un museo senza confini, accessibile 24 ore su 24. “Il nostro obiettivo è sempre stato duplice – spiega Mauro Berti di Bocaverta –: rigenerare il territorio e raccontare storie attraverso l’arte. Oggi Vallà è un laboratorio aperto di creatività urbana, che cresce giorno dopo giorno”.

E così, tra i muri dipinti e i pixel del virtuale, The Wallà non è più solo un borgo: è diventato una destinazione culturale, un’esperienza poetica e visionaria che unisce sogno, comunità e futuro.

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