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Acchitto, un gioiello per raccontare una storia

Dall’idea di due giovani designer una collezione che unisce tecnologia e tradizione

Se ne va acchittato pei lungoteveri a rimorchiare, lo scriveva Pier Paolo Pasolini di un giovane ragazzo di borgata, nella Roma di fine anni Cinquanta. Ne ha fatta di strada quell’aggettivo. Alla fine, con tutte le sue sfumature di significato, è approdato a un brand giovane e moderno, che si è appunto dato il nome Acchitto. Una linea di gioielli nata nel 2018 dalla creatività di due giovani designer italiane, Elena Faccio e Francesca Richiardi, accomunate dal desiderio di creare un accessorio che lasciasse il segno.

 

 

“Acchitto” è un regionalismo meridionale che indica un modo di vestire particolarmente ricercato e smorfioso, nel senso positivo del termine. I gioelli della collezione vogliono infatti rappresentare un oggetto vezzoso ma in grado, allo stesso tempo, di raccontare una storia e di diventare un mezzo per esprimere la propria personalità.

Ed è così che la tradizione, nelle sue forme pù disparate, incontra la tecnologia. Un’ispirazione che attinge da manufatti antichi – dall’epoca vittoriana agli anni Venti – e dalle culture regionali. I mori siciliani e veneziani assumono diverse forme e significati, intercambiabili grazie a una tecnologia brevettata che permette di ottenere un prodotto sempre nuovo, unico e collezionabile. Il principio è semplice: è la storia la base che permette di costruire un prodotto all’avanguardia e che guarda al futuro.

 

Centrale, per le due designer, anche l’attenzione ai materiali e all’artigianalità. L’ottone placcato oro, sia esso liscio o caratterizzato dalla texture zigrinata iconica di Acchitto, è l’elemento centrale della collezione, esaltato da smalti colorati e cristalli. L’italianità è il fulcro attorno a cui tutto ruota: dalla progettazione alla realizzazione grazie alla collaborazione con aziende italiane esperte nel settore. Un prodotto di stampo artigianale e produzione industriale, non riconducibile a un unico stile ma rivolto a chiunque lo voglia indossare e quindi interpretare a modo proprio.

Una bella storia di due giovani talenti che hanno saputo esprimere, attraverso un gioiello, il proprio modo di vedere la moda e lo stile. Uno stile che non passa necessariamente attraverso canoni imposti dall’alto e dalle tendenze del momento, ma che si costruisce un pezzo per volta, attraverso un continuo lavoro di ricerca e sperimentazione. Uno stile che diventa una storia da raccontare, un capitolo al giorno.

Beatrice Anfossi